AMAKIAUS DEMENZIAL BAND - Etnorock - Sardegna - Musica
AMAKIAUS
LA DEMENZA SARDA
A M A K I A U S
IL GRUPPO DEMENZIALE
PIU' RAPPRESENTATIVO
DEL PANORAMA ISOLANO
O CONCHEBESTIA MI DI MI LASCIARNE UN COMMENTO A FINE PAGINA ASINUNCA NON CUCCAS PRUSU
Il gruppo musicale degli “AMAKIAUS” nasce nel 1993 da una felice intuizione di Ignazio Deligia, che con il chitarrista Armando Durante, decide di riarrangiare dei successi musicali abbinando ad essi dei testi curiosi, che alla comicità tipica della Cagliari dei quartieri poveri unisce storie drammatiche e piccole miserie di vita quotidiana, il tutto condito da uno “sleng” tipico dei quartieri popolari di Cagliari. Il grosso e inatteso successo di vendite degli "album" “Accallellau” e “Conchebestia” del 1994, editi dalla "Frorias" di Franco Madau, proiettano il duo ad un inatteso successo, con numerosi concerti e apparizioni nelle TV locali.
Nel 1995 gli “AMAKIAUS” diventano un gruppo demenzial-cabarettistico a tutti gli effetti con la fuoriuscita di Armando Durante e l’ingresso del tastierista Nicola Cogliolo, del chitarrista Maurizio Diana ma sopratutto del chitarrista compositore melodista Mauro Masia che segna una nuova impronta musicale, trasferendo le sue intuizioni compositive al servizio dei testi di Ignazio Deligia. Esce così il terzo album “Sdentara”, con pezzi nuovi inediti composti nella parte musicale da Mauro Masia e nei testi da Ignazio Deligia. In questi anni il gruppo, contrattualmente legato all'impresario Ninni Tomasiello e Cenzino Vadilonga, suona e partecipa a centinaia di concerti, percorrendo la Sardegna in lungo e in largo.
Alla fine del 1995 dalle fervide ispirazioni musicali di Mauro Masia e dalla demenza testuale (e non solo) di Deligia nasce “Jurassik Porcu”, l’album più rappresentattivo del gruppo... dieci pezzi inediti registrati e mixati dall'ottimo arrangiatore di Sestu Pierpaolo Meloni. Nello stesso anno partecipano a sei puntate della trasmissione "Senza spogliatoio" condotta da Giorgio Ariu su Videolina. Gli “AMAKIAUS” sono ormai diventati popolari, conosciuti e riconosciuti come caposcuola del genere musicale sardo-demenziale. Le cassette degli Amakiaus saranno in quegli anni le più vendute in Sardegna sul circuito distributive dei bancarellai.
Il 1996 si presenta come l’anno cruciale della band con l’ingresso di due grandi musicisti cagliaritani, il mitico chitarrista solista Pino Montalbano e il polistrumentista Luca Maddaloni, con la contemporanea fuoriuscita del bravo Nicola Cogliolo e di Maurizio Diana. Con la nuova formazione decidono di registrare un concerto dal vivo: “Gaggiu” con due pezzi inediti.
Nel 1997 per motivi di lavoro Pino Montalbano esce dal gruppo. A raccoglierne la pesante eredità ci pensa il chitarrista Daniele Carboni che avrà il merito di non farlo rimpiangere. Alla batteria si aggiungeva un ragazzo di belle speranze, Maurizio Piroddi. Nel 1998 esce il nuovo lavoro autoprodotto dal trio Deligia-Masia-Maddaloni: “Cielo... duro” che nei primi tre mesi vende più di 10.000 copie. Per le serate in piazza Masia e Deligia chiudono un contratto con l'impresario di Capoterra Gustavo Zedda.
Il 1998 segna la fuoriuscita del batterista Maurizio Piroddi e il contemporaneo ingresso del talentuoso Antonello Montalbano che grazie alla sua bravura rinnova e aumenta la vitalità e la professionalità del gruppo. Il costante e ormai scontato successo di pubblico con i collaudatissimi concerti e la costante crescita tecnica della Band, aprono ormai agli AMAKIAUS le porte di palcoscenici più vasti (presenza alla trasmissione RAI “Quelli che il calcio...”, Thelethon, ecc.). Nel 2000 il gruppo entra in finale al 3° festival della canzone sarda di Sestu col pezzo storico “Piccioccus de Crubi”, che raccoglie le attenzioni della critica musicale sarda. Vengono invitati nella più importanti trasmissioni televisive... "Sardegna canta", Videolina e Sardegna1.
Il 2000 e il 2001 sono anni interlocutori, dove la band si dedica alla musica etnica. Il duo Masia-Deligia sforna diversi pezzi in sedilese e in nuorese. Arrivano al 4° posto al quarto festival della canzone sarda di Sestu col mitico pezzo “Innoghe” che riceve i consensi di musicisti del calibro del compianto Andrea Parodi (ex tazenda) e Piero Marras. La band si ricompone con 8 musicisti: Ignazio delizia (voce), Mauro Masia (chitarra), Daniele Carboni (chitarra), Nicola Cogliolo (tastiere), Marco Piscedda (basso), Jonatan Tanca (percussioni), Ignazio Frau (launeddas) e Gigi Orrù (fisarmonica) che, alla grande, nel luglio del 2001, col pezzo "Innoghe" trionfano al 5° festival nazionale della canzone dialettale di Ospedaletti. Non è un successo ma una vera apoteosi, ad un festival che vedeva rappresentate tutte le regioni italiane, con gli auspici di una brillante carriera a livello nazionale fatti dal presentatore Daniele Piombi, Mimì Micocci e altri personaggi famosi. Gli Amakiaus vengono intervistati dai quotidiani "L'unione sarda" e "La Nuova Sardegna", invitati da diversi "Network" locali, intervistati dal TGS di "Rai3" e trasmessi sulla Tv nazionale “Video Italia”.
Dopo la delusione per non essere riusciti a partecipare al “Festival di Sanremo” per mancanza di accozzi, il 2002 segna l’uscita degli album “Pelo e contropelo” e il live “Meglio dal vivo che dal morto” autoprodotti e registrati negli studi della “Pistillons Records” con la collaborazione di Luca Maddaloni per le registrazioni e di Antonello D’Amico per qualche arrangiamento. Partecipano al 5° festival della canzone sarda di Sestu col pezzo “Fostei” di Nicola Cogliolo e arrivano al 4° posto al festival nazionale della canzone dialettale di Ospedaletti. Alla band si aggiungono Roberto Loi al basso e il già conosciuto Mondino Marras alla batteria.
Il 2003 segna una nuova stagione di concerti dal vivo nel cast di Pino Montalbano (diventato impresario musicale). La Band si rifà il "luc" con l’ingresso del maestro di chitarra Marcello Floris e del tastierista Mauro Borsetti, rispettivamente al posto di Daniele Carboni e Nicola Cogliolo. Inoltre inizia ad apparire con gli Amakiaus Stefano Montalbano, figlio d’arte del grandissimo Pino e nipote del famoso Franco.
Il 2004 si segnala come un anno interlocutorio per gli Amakiaus, con qualche apparizione televisiva e diversi concerti in piazza. La nuova band è così composta: Ignazio Deligia (voce), Mauro Masia (Chitarra acustica), Stefano Montalbano (Chitarra elettrica), Roberto Loi (basso), Mauro Borsetti (Tastiere), e Mondo Marras (Batteria). Il gruppo affronta un nuovo progetto etnico serio (Progetto Amajura), con cui partecipano a diversi festival con pezzi mitici come “Mustajone” e “Kene Franciska”, ma non tralasciano il filone demenziale originale. Esce il Cd “Amajura”. Vengono invitati e intervistati da diverse radio (Radiolina, Radio Golfo degli Angeli, ecc.)
Il 2005 è segnato da un cambiamento di rotta dello spettacolo in piazza con maggiore spazio dedicato alla parte musicale, a scapito di quello cabarettistico, e soprattutto, con una più attiva partecipazione agli “schetch” di tutto il gruppo. Il tastierista Mauro Borsetti viene sostituito dal bravissimo Beppe Arrus di S.Antioco.
Nel 2006 sono pronti i pezzi per il nuovo lavoro che però non vedrà mai la luce per problemi di arrangiamento e cazzate varie. Il gruppo partecipa alle 9 puntate della trasmissione televisiva di Sardegna 1 “Makioris”, condotta da Matteo Bruni, e non solo come gruppo musicale ma anche come intrattenimento. Presentano in piazza un nuovo spettacolo con nuove canzoni, sia inedite che delle cover riarrangiate alla “Amakiaus”. Alla fine della stagione quel sottile filo che legava la band si spezza, gli amici che amavano divertirsi divertendo il pubblico, facendo musica demenziale e che mai avevano frapposto nella loro amicizia altre questioni, si dividono su tutto. Su come suonare, su cosa suonare, su come mettersi sul palco, e via altre cento cazzate che inevitabilmente hanno portato allo scioglimento del gruppo avvenuto nel mese di settembre del 2006 dopo una burrascosa pizzata-riunione.
A M A K I A U S
Dal 1993 al 2007 gli Amakiaus hanno cambiato diverse volte formazione. Numerosi e bravi musicisti (ben 20) hanno contribuito negli anni ai successi della band che ha avuto solo due certezze: il fondatore, cantante e compositore dei testi Ignazio Deligia e il chitarrista e compositore delle musiche Mauro Masia.
Ecco le diverse formazioni degli
AMAKIAUS
succedutesi negli anni:
1993
Ignazio Deligia (voce)
Armando Durante (chitarra e voce)
1995
Ignazio Deligia (voce)
Nicola Cogliolo (tastiere)
Maurizio Diana (chitarra elettrica)
1995
Ignazio Deligia (voce)
Nicola Cogliolo (tastiere)
Maurizio Diana (chitarra elettrica e cori)
Mauro Masia (chitarra elettrica)
1996
Ignazio Deligia (voce)
Mauro Masia (chitarra elettrica)
Pino Montalbano (chitarra elettrica)
Luca Maddaloni (tastiere e cori)
1996
Ignazio Deligia (voce)
Mauro Masia (chitarra elettrica)
Pino Montalbano (chitarra elettrica)
Luca Maddaloni (tastiere e cori)
Mondino Marras (batteria)
1997
Ignazio Deligia (voce)
Mauro Masia (chitarra elettrica)
Luca Maddaloni (tastiere e cori)
Daniele Carboni (chitarra acustica)
Maurizio Piroddi (batteria)
1998
Ignazio Deligia (voce)
Mauro Masia (chitarra elettrica)
Luca Maddaloni (tastiere e cori)
Daniele Carboni (chitarra acustica)
Antonello Montalbano (batteria)
2000
Ignazio Deligia (voce)
Mauro Masia (chitarra elettrica)
Nicola Cogliolo (tastiere e cori)
Daniele Carboni (chitarra acustica)
Antonello Montalbano (batteria)
2001
Ignazio Deligia (voce)
Mauro Masia (chitarra elettrica)
Nicola Cogliolo (tastiere e cori)
Daniele Carboni (chitarra acustica)
Marco Piscedda (basso)
Ignazzino Frau (launeddas)
Gigi Orrù (fisarmonica)
Jonatan Tanca (batteria)
2002
Ignazio Deligia (voce)
Mauro Masia (chitarra elettrica)
Luca Maddaloni (chitarra acustica)
Nicola Cogliolo (tastiere e cori)
Daniele Carboni (chitarra acustica)
Roberto Loi (basso)
Antonello Montalbano (batteria)
2003
Ignazio Deligia (voce)
Mauro Masia (chitarra acustica)
Roberto Loi (basso)
Marcello Floris (chitarra elettrica)
Stefano Montalbano (chitarra elettrica)
Mondino Marras (batteria)
Mauro Borsetti (tastiere)
2004
Ignazio Deligia (voce)
Mauro Masia (chitarra acustica)
Roberto Loi (basso)
Stefano Montalbano (chitarra elettrica)
Mauro Borsetti (tastiere)
Mondino Marras (batteria)
2006
Ignazio Deligia (voce)
Mauro Masia (chitarra acustica)
Roberto Loi (basso)
Stefano Montalbano (chitarra elettrica)
Mondino Marras (batteria)
Beppe Arrus (tastiere)
+ 2006 +
a settembre gli
A M A K I A U S
sono morti, ma
certe volte i morti resuscitano e chissà che un domani non torneranno dall'oltretomba gli
ZOMBIES AMAKIAUS
DISCOGRAFIA
A M A K I A U S

ACCALLELAU
(1993)
01. Amakiaus [text: Deligia]
02.
03. Collaboratrice domestica [text: Deligia]
04. Accallellau [text: Deligia]
05. Unu corru[ text: Deligia]
06. Bainci tui [text: Deligia]
07. Antenametal [text: Deligia]
08. Sapore di ascelle [text: Deligia]
09. Efisio [text: Deligia]
10. Stexirì [text: Deligia]
Registrato e mixato da Ignazio Deligia tra giugno e settembre del 1992. Hanno collaborato Antonello Loi (tecnico del suono), Stefano Mureddu (programmazione computer), Armando Ruggeri (fotografia). Prodotto e distribuito dalla “Frorias” di Franco Madau.

(1994)
01. I sardi [text: Deligia]
02. Conchebestia [text: Deligia]
03. Conchemallu [text: Deligia]
04. Itt’ora è! [text: Deligia]
05. Vai che ce ne [text: Deligia]
06. Sa moda [music: Deligia - text: Deligia]
07. Spullinca [text: Deligia]
08. Marieddu [text: Deligia]
09. Angioletto piscarori [text: Deligia]
10. 0337 [music: Deligia - text: Deligia]
11. Il figlio del pastore [text: Deligia]
Registrato e mixato presso l’Audio Studio di Pierpaolo Meloni a Sestu nel marzo 1994. Hanno collaborato Alessandra Carboni (voci e cori), Ruggero Soro (voci), Mario Pregio de “Los Cardaneros” (voci), Stefano Mureddu (programmazione computer), Piero Moretti (tranfert), Bruno Corda (radiocronaca in Conchebestia). Prodotto e distribuito dalla “Frorias” di Franco Madau.
SDENTARA
(1995)
01. Bucca sbuira [text: Deligia]
02. S’alzabandiera [music: Masia - text: Deligia]
03. Conchebestia (rmx) [text: Deligia]
04.
05. Efisio (rmx) [text: Deligia]
06. Su sfrattu [text: Deligia]
07. Accallellau (rmx) [text: Deligia]
08. Conchemallu [text: Deligia]
09. 0337 (rmx) [music: Deligia - text: Deligia]
10. Sapore di ascelle (rmx) [text: Deligia]
Registrato e mixato presso l’Audio Studio di Pierpaolo Meloni a Sestu nell’aprile 1995. Hanno collaborato Pierpaolo Meloni (arrangiamenti), Ruggero Soro (cori), Stefano Mureddu (programmazione computer), Gigi Vesillo (fotografia). Prodotto e distribuito dalla “Frorias” di Franco Madau.

JURASSIK PORCU
(1995)
02. Jurassik Porcu [music: Masia - text: Deligia]
03. Guttalax [music: Masia - text: Deligia]
04. Non ti sciacquas mai [music: Masia - text: Deligia]
05. Malato di sesso [music: Masia - text: Deligia]
06. Dolori ‘e casciali [music: Masia - text: Deligia]
07. Su mandroni (rmx) [music: Masia - text: Deligia]
09. E io c’ho questo [music: Masia - text: Deligia]
10. Non è un gioco [music: Masia - text: Deligia]
Registrato e mixato presso l’Audio Studio di Pierpaolo Meloni a Sestu da settembre a dicembre del 1995. Hanno collaborato Pierpaolo Meloni (arrangiamenti), Ruggero Soro (chitarra), Marco Piscedda (cori), Alessio Catte (cori), Armando Durante (cori), Carla Ferrau (voci e cori), Viviana Scanu (cori), Gigi Vesillo (fotografia), Carlo Mameli (realizzazione grafica). Prodotto e distribuito dalla “Frorias” di Franco Madau.
GAGGIU
(1996)
01. Biddio di Tonio [text: Deligia]
02. Gaggiu [text: Deligia]
03. Malato di sesso (live) [music: Masia - text: Deligia]
04. Non ti sciacquas mai (live) [music: Masia - text: Deligia]
05. E io c’ho questo (live) [music: Masia - text: Deligia]
06. I sardi (live) [text: Deligia]
07. Conchebestia (live) [text: Deligia]
08. Marieddu (live) [text: Deligia]
Le canzoni 01 e 02 sono state registrate e mixate presso lo studio di Mario Fabiani a Quartu. I brani 03, 04, 05, 06, 07, 08 sono stati registrati dal vivo e poi mixati da Pierpaolo Meloni nel concerto a Selargius per la festa di S.Lussorio a giugno del 1996. Hanno collaborato Mario Fabiani (arrangiamenti), Tiziana Mandis (voci), Carla Ferrau (voci e cori), Viviana Scanu (cori). Prodotto e distribuito dalla “Frorias” di Franco Madau.

CIELO… DURO
(1998)
01. Pibizziri pringiu [text: Deligia]
02. Sandrokau [text: Deligia/Maddaloni]
03. Pistilloni [text: Deligia]
04. Pibioni [text: Deligia]
05. Non timmis nudda [text: Deligia]
06. Cielo… duro [text: Deligia]
07. Disonestus in presoni [text: Deligia]
08. Su tiaulu [text: Deligia]
09. Sballarori [text: Deligia]
10. Pisciau [text: Deligia]
Registrato e mixato da Luca Maddaloni presso la “Pisatillons Records” da gennaio

PELO E CONTROPELO
(2002)
01. Ho difeso il trattore [text: Deligia]
02. Ivan Cattagno [text: Deligia]
03. Stancu [text: Deligia]
04. Bill Cliton [text: Deligia][text: Deligia]
05. Cornelio [music: Masia - text: Deligia]
06. Gavino Pilledda [text: Deligia]
07. Spesarì de pressi [text: Deligia]
08. Antonello Lai [text: Deligia]
09. Vittorio Sgaggi [text: Deligia]
10. Bin Laned [text: Deligia]
11. Piccioccus de crobu [music: Masia - text: Deligia]
12. Leonardo di Cabras [text: Deligia]
Registrato e mixato da Luca Maddaloni presso la “Pisatillons Records” da gennaio ad aprile 2002. Hanno collaborato Luca Maddaloni (arrangiamenti), Emanuela Siddi (voci e cori), Pino Montalbano (chitarre in Piccioccus de crobi), Antonello Montalbano (percussioni in Piccioccus de Crobi), Ignazio Marcia (registrazione e mixaggio di Piccioccus de crobi), Antonello D’Amico (arrangiamento computer in Cornelio). Autoprodotto e autodistribuito dagli Amakiaus.

MEGLIO DAL VIVO CHE DAL MORTO…
(2002)
01. Sandrokau [text: Maddaloni-Deligia]
02. Malato di sesso [music: Masia - text: Deligia]
03. E io c’ho questo [music: Masia - text: Deligia]
04. S’alzabandiera [music: Masia - text: Deligia]
05. Non timmis nudda [music: Masia - text: Deligia]
06. Efisio [text: Deligia]
07. Spullinca [text: Deligia]
08. I sardi [text: Deligia]
09. Dolori ‘e casciali [music: Masia - text: Deligia]
10. Accallellau [text: Deligia]
11. Pibizziri pringiu [text: Deligia]
12. Su tiaulu [text: Deligia]
13. Cielo… duro [text: Deligia]
14. Conchebestia [text: Deligia]
15. Marieddu [text: Deligia]
Registrato dal vivo nei concerti di Seui, Settimo S.Pietro, e Frutti d’oro e mixato da Ignazio Deligia presso la “Pisatillons Records” a settembre 2002. Le foto sono state realizzate da Ignazio Deligia. Autoprodotto e autodistribuito dagli Amakiaus
I N E D I T I

DENTRO AL CUORE (Inedito di Ignazio Deligia)
(1998)
01. Questa sera [music: Deligia - text: Deligia]
02. Madre [music: Masia - text: Deligia]
03. Trovandomi in un deserto [music: Masia - text: Deligia]
04. L’ultimo giorno dell’estate [music: Deligia - text: Deligia]
05. Dentro al cuore [music: Masia - text: Deligia]
06. Timone a dritta [music: Masia - text: Deligia]
07. Foglie di vita [music: Masia - text: Deligia]
08. Sali sull’isola [music: Masia - text: Masia]
09. Piccioccus de crobi [music: Masia - text: Deligia]
Brani 01, 02, 03, 04, 05, 06, 07, registrato e mixato presso lo studio di Mario Fabiani a Quartu S.Elena nel 1998. Brano 08 registrato e mixato presso l’Audio Studio di Pierpaolo Meloni a Sestu. Il brano 09 registrato e mixato presso il “Green Studio” di Ignazio Marcia. Hanno collaborato: Mario Fabiani (arrangiamenti), Corrado Asuni (batteria in Timone a dritta), Pino Montalbano (chitarre), Antonello Montalbano (batteria e percussioni), Ignazio Deligia (grafica fotografica). Autoprodotto e autodistribuito dagli Amakiaus.

AMAJURA (Amakiaus progetto Amajura)
(2002)
01. Innoghe [music: Masia - text: Deligia]
02. Mustajone [music: Masia - text: Deligia]
03. Kene Franciska [music: Masia - text: Deligia]
04. Fostei [music: Cogliolo - text: Deligia]
Registrato e mixato nel 2002 presso lo studio di Mario Fabiani a Quartu. Hanno collaborato Mario Fabiani (arrangiamenti), Robertino Loi (arrangiamenti e basso), Nicola Cogliolo (pianoforte), Marcello Floris (chitarre), Pino Montalbano (chitarre), Adriana Pani (voci), Marcello Caredda (fisarmonica), Ignazio Frau (Launeddas), Mondo Marras (percussioni). Autoprodotto e autodistribuito dagli Amakiaus.
A M A K I A U S
Dalla fondazione nel 1993 allo scioglimento nel 2006, gli AMAKIAUS hanno visto un susseguirsi di musicisti entrare e uscire dal gruppo se ne sono contati ben venti. Eccoli ad uno ad uno dai più recenti ai più vecchi...

IGNAZIO DELIGIA
nato a Cagliari il 23/06/1966. Videoperatore tecnico video. Cantante, paroliere, cabarettista istrionico, vero front-man della band, creatore, santone e leader degli Amakiaus. Che dire di te Ignazio... solo peccato perchè la tua zucca dura non ti ha permesso di sfruttare quel talento e quelle qualità di istrionico intrattenitore di cui madre natura ti ha dotato! Potevi fare molto di più, adesso ormai è troppo tardi anche per te. Ti devo ringraziare per avermi introdotto in un mondo che non mi apparteneva come quello dello spettacolo, e perchè mi hai fatto passare uno stupendo decennio di risate e divertimento che non potrò mai dimenticare. Sei un grande amico. (P.S. Quando nasciamo Gesù ci appioppa una caratteristica... Questa bona, questo intelligente, questo furbo, questo stupido, ecc.ecc., quando sei nato tu ha così deciso... "Questo egocentrico e prepotente!").
MAURO MASIA
nato a Cagliari il 25/06/19ç6. Insegnante di economia aziendale. Chitarrista, Compositore melodista non trascrittore. Ricco di idee è stato la spalla ideale e fedele di Deligia sul palco e fuori. Autore della musica di quasi tutti i pezzi originali degli Amakiaus. Nel 1995 ha convinto Ignazio a mollare le basi e le cover e proporre un proprio repertorio. Nel 2000 convince Ignazio a puntare sull'etno-rock e subito si vince la 5^ edizione del festival della canzone dialettale di Ospedaletti. Autore del blog che stai leggendo.
ROBERTO LOI
nato a Cagliari il 10/07/1964. Responsabile amministrativo di un'azienda privata. Bassista, compositore e arrangiatore. Caro ROBERINO (per gli amici Amakiaus) sei una bravissima persona, sempre coerente e ponderato, mai volgare, mai sopra le righe, dotato di un grande spirito di osservazione. Non ti ho mai sentito dire cavolate. Sento che sei affidabilissimo. Complimenti! Però devo dirti una cosa... quando giochi a pallone ti fai arrogare troppo e questo mi fa incazzare perchè certe volte gli avversari aprofittano della tua corretezza! Ogni tanto ringhia un pò!
STEFANO MONTALBANO
nato a Cagliari il 16/07/1978. Musicista di professione. Chitarrista solista. Stefanuccio ma lo sai che sei veramente bravo suonando la chitarra; quasi mi fai incazzare. Sei un ragazzo in gamba, ricco di personalità e carattere. Sei un uomo non condizionabile e non suggestionabile, per quello qualcuno ti ha sopranominato "Stefano NON CI CREU". Ti auguro di migliorare la carriera di tuo padre. P.S. Sentendo un'assolo di chitarra riconoscerei il tuo tocco fra cento, ma hai anche un rutto spettacolare e inconfondibile. Quando hai bisogno di me sai dove trovarmi.
MONDINO MARRAS
nato a Cagliari il 20/03/1967. Allestisce palchi e impianti per spettacoli in piazza. Batterista, e percussionista, un vero e proprio metronomo vivente. Non sarai Billy Cobham, ma quando mai ti ho sentito sbagliare un tempo! Per gli amici Amakiaus tu sei e sarai sempre MONO! Se non ti avessi visto all'opera non ci avrei creduto... sei un simpatico briccone di cricca, sornione, sempre pronto a ridere e con un senso dell'ironia unico.
BEPPE ARRUS
nato a S.Antioco il 08/01/1967. Autista. Tastierista. Caro Beppe abbiamo suonato insieme troppo poco tempo, ma tanto basta per farmi capire che sei un uomo pieno di bontà e umanità, nonchè come hai avuto modo di dimostrarmi (anche se fai il modesto) un grande tastierista. Peccato che sei arrivato poco prima che gli Amakiaus implodessero sulle loro stesse contraddizzioni.

ANTONELLO MONTALBANO
nato a Cagliari il 08/08/1965. Musicista insegnante di batteria. Batterista e percussionista. Caro ANORELLO (per gli amici Amakiaus) sei sicuramente un tosto che non viene mai a meno ai propri principi qulunque cosa succeda. E' raro trovare oggi persone con una simile caratteristica. Ispiri moltissima fiducia. Sei corretto, educato e sensibile e poi... suoni la batteria divinamente; secondo me dovevi fare carriera nel mondo dello spettacolo.
MAURO BORSETTI
nato a Cagliari il 31/08/1960. Responsabile qualità in un'azienda privata. Tastierista. Per gli Amakiaus sarai sempre BORETTI. Sei un simpaticone che ama spassarsela in tutti i modi. Con te sono sempre andato d'accordo. Sai, a Ospedaletti mi hai fatto spaccare... sei partito da Cagliari da gentlemen e dopo tre giorni sei ritornato da "bastasciu" barabba casteddaio, non è che ti abbiamo contagiato il morbo.
NICOLA COGLIOLO
nato a Cagliari il 10/05/1970. Musicista, pianista, tastierista, compositore e arrangiatore. Sesi unu stranu e per questo mi sono sempre piaciuiti i tuoi modi di fare. Siamo stati sempre in sintonia e mai un'incomprensione. Quante risate insieme parlando di Signor Carmelo e le sue scenette. Che spassio! Peccato non ci siano più tante occasioni di stare insieme e raccontarci. Ti abbraccio.

LUCA MADDALONI
nato a Milano il 06/01/1966. Musicista, cantante, chitarrista, tastierista, arrangiatore. Luca già mi piacevi quand'eri furbetto e poco affidabile, figurati ora che hai acquisito un nuovo modo di vedere e vivere la vita, ricco di umanità e un raro senso della lealtà. Sei un grande e sensibile amico. Di te mi ricorderò sempre di quando hai dormito in sacco a pelo sulla spiaggia e mangiato solo frutta, avendo l'albergo e i pasti pagati e quando hai dato dell'incopetenti al "Service" di Fru durante il festival della canzone dialettale; tranquillo che se ti avrebbero voluto menare avrebbero trovato pane duro (vedi Ano, Igna, e gli altri Amakiaus).
MARCELLO FLORIS
nato a Taranto il 26/08/1973. Maestro di chitarra concertista. Chitarrista solista e ritmico. Marcello la nostra avventura insieme è durata troppo poco, ma quel poco mi è bastato per apprezzarti come persona per la tua correttezza assoluta e la tua tranquillità d'animo. Spero che da maestro quale tu sei sappi farti valere nel panorama musicale, così un giorno potrò vantarmi di aver suonato con te. Ricordati che sono un buon melodista, quindi se vuoi collaborazione per qualcosa sai dove trovarmi.
DANIELE CARBONI
nato a Cagliari il 15/08/1959. Ex infermiere. Musicista, chitarrista accompagnamento e solista. Sei un ottimo chitarrista quanto pacchettaro. Daniele Daniele, chissà perchè mi hai fregato in quel modo osceno! Avrei potuto prenderti la tua chitarra e poi vendermela o zaccarti una surra, che forse ti meritavi, ed invece ti ho perdonato. Però sappi che ogni volta che ti vedrò ti farò dono di baci e abbracci.
JONATAN TANCA
nato a Cagliari il 21/09/1975. Commesso esperto hi-fi. Batterista percussionista. John sappi che il cagallone di Ospedaletti non sarà mai più dimenticato... Chi può dimenticarsi di quello stronzo che hai dovuto spezzare in tre per farlo scendere giù! Sei un bravo e simpatico ragazzo , anche se devi diventare più affidabile all'interno di una band e sopratutto non bruciare quando si prova. Per me sei un ottimo batterista esperto con un tuo modo personale e originale di suonare.
IGNAZZINO FRAU
nato a Cagliari il 08/02/1976. Studente universitario, camionista, musicista e suonatore di launeddas. Sei un simpaticone socievole e intelligente, e poi hai tenuto alta la reputazione dei sardi con certe friulane... ti auguro una lunga e fortunata carriera come sonatore.
GIGI ORRU'
nato a xxxxxxxxxxx il 00/00/0000. Agente di polizia. Fisarmonicista. Spero che le Moke ti funzionino bene. Non ci siamo frequentati per molto tempo, però insieme abbiamo vissuto l'indimenticabile vittoria di Ospedaletti e questo basta perchè non ti dimentichi mai.
MARCO PISCEDDA
nato a Cagliari il 27/09/1965. Autista autotrasportatore. Chitarrista bassista. Caro Marco sei un buonissimo come pochi. Secondo me sei troppo modesto, direi esageratamente modesto per come ti conosco. Vali molto di più di quello che lasci intendere. Sei un simpatico sornione con una ironia unica.
MAURIZIO PIRODDI
nato a xxxxxxxxxxx il 00/00/0000. Batterista. Maurizzieddu mi sei stato simpatico da subito, specie quella volta a Settimo S.Pietro dove hai suonato benissimo alla faccia di tutti. Ti auguro un bel futuro.
PINO MONTALBANO
nato a Quartu S.E. il 21/05/1955. Impresario musicale. Chitarrista solista e ritmico. Che dire di Pino... il mito dei chitarristi cagliaritani e sardi in genere. Ti ho visto fare cose incredibili con la chitarra. Mi sono sempre chiesto per che cazzo uno come te non ha sfondato veramente nel modo musicale. La risposta è una sola... per riuscire non serve essere bravi, ma servono altre doti che tu non hai, tipo la faccia di culo! Di cuore ti auguro tanta salute e tante altre soddisfazioni oltre tutte quelle che ti sei già preso.
MAURIZIO DIANA
nato a xxxxxxxxxxx il 00/00/0000. Chitarrista accompagnamento. Mauri ho sempre avuto una grande simpatia per te, sei stato un compagno fidato e fedele fin quando sei rimasto con la band, dove hai dato il tuo ottimo contributo musicale e di idee. Hai dimostrato le tue qualità anche dopo, proponendoti come tastierista e cantante di piano bar. Tanti auguri di cuore.
ARMANDO DURANTE
nato a xxxxxxxxxxx il 00/00/0000. Cantante. Di te non posso proprio dire nulla perchè ti conosco appena e non ho mai avuto il piacere di suonare con te. So solo che Ignazio ti apprezza e questo basta per sapere che sei una brava persona.
Immoi nè sa lagrima...
SE NON LASCI UN COMMENTO QUA SOTTO
AVRAI DEBITI PER TUTTO L'ANNO
Vuoi vedere gli
A M A K I A U S
nudi e crudi???
E pensi che sia un bello spettacolo?
MA INZANDUS SES MACCU TUI! TI SES FATTU FRIGAI DE AICCI CUMMENTI UNU BALOSSU? SESI UNA CONCA SFRATTARA E OKKUPARA DAGLI ABUSIVI
IMMOI PIGARI' SA PENITENZIA...
Ma itta cazzu creista de biri? Ma ci as crettiu dearerus?
Ma che cosa credevi di vedere? Ma ci hai davvero creduto?
Boliasta biri is Ammacchiaus spullincus! E ti ses pigau unu ghignu in facci! Bellu balossu!!!
Volevi vedere gli Amakiaus nudi e invece ti sei preso un ghigno in faccia! Bello scemo!!!
Boliasta frigai is Ammacchiaus e sesi atturau cuccau! Conch'e cipudda!!!
Volevi fregare gli Amakiaus e sei rimasto ...! Testa di rapa!
Einzandus ti nau una cosa... Attura attentu poitta is Ammacchiaus funti sempri appalas de tui!
E allora ti dico una cosa... Stai attento perchè gli Amakiaus stanno sempre alle tue spalle!
Nè! nè! nè! nè! nè! nè!
Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah
TI DICO UNA COSA...
SE NON LASCI UN COMMENTO QUA SOTTO
TI SECCHI TUTTO/TUTTA
...As cumprè?
COLLABORAZIONI
e
AMICIZIE
degli
A M A K I A U S
'O CONCH'E' GUARNIZIONI
ARREGORDARI' DE LASSAI UNU CUMMENTU
SINUNCA TI PIGARA SU FOGU 'E SANT'ANTONIU
Nei 13 anni in cui gli Amakiaus hanno calcato i palcoscenici della Sardegna, con migliaia di concerti in piazza, hanno conosciuto, certato, e fraternizzato con migliaia di persone... ecco quelle che mi ricordo, in ordine alfabetico:
ALESSANDRA CARBONI (cantante)Mi dispiace per tutti gli amici e i collaboratori
di cui mi sono scordato...
nel caso non offendetevi e ricordatemelo che vi inserisco...
se rimanete offesi inzà "baxè a cagai!"
LE CANZONI CHE
HANNO RESO FAMOSI GLI
A M A K I A U S
o meglio ancora ecco le canzoni che... a mio modesto parere, sono state le più significative per il successo e la storia del "Gruppo" oppure solo quelle che più hanno suscitato emozione in me
UN ULTIMO AVVERTIMENTO
'O CONCH'E GOMMA CIRCA 'E CUMMENTAI A SA FINI
ASINUNCA...
ti sutzediri calincuna cosa leggia
Non ti sciacquas mai
(music: Mauro Masia - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Jurasik Porcu" - Arrangiato e registrato da Pierpaolo Meloni
Mustajone
(music/text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Amajura". - Arrangiato da Roberto Loi e registrato da Mario Fabiani
Innoghe
(music: Mauro Masia - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Amajura" - Arrangiato e registrato da Mario Fabiani
Conchebestia
(music: cover - text: Ignaazio Deligia)
Dal CD "Conchebestia" - Arrangiato e registrato da Pierpaolo Meloni
Ho difeso il trattore
(music: cover - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Pelo e contropelo". Arrangiato e registrato da Luca Maddaloni
S'alzabandiera
(music: Mauro Masia - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Sdentara" - Arrangiato e registrato da Pierpaolo Meloni
Pibizziri pringiu
(music: Cover - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Cielo... duro" - Arrangiato e registrato da Luca Maddaloni
Trovandomi in un deserto
(music: Mauro Masia - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Dentro al cuore" - Arrangiato e Registrato da Mario Fabiani
E io c'ho questo
(music: Masia Mauro - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Jurassik Porcu" - Arrangiato e Registrato da Pierpaolo Meloni
Su sfrattu
(music: Cover - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Sdentara" - Arrangiato e registrato da Pierpaolo Meloni
Timone a dritta
(music: Masia Mauro - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Dentro al cuore" - Arrangiato e registrato da Mario Fabiani
Fostei
(music: Nicola Cogliolo - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Amajura" - Arrangiato e registrato da Nicola Cogliolo
Cornelio
(music: Mauro Masia - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Pelo e contropelo" - Arrangiato da Antonello D'Amico
Sandro Cau
(music: Cover - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Cielo... duro!" - Arrangiato e registrato da Luca Maddaloni
I sardi
(music: Cover - text: Ignazio Deligia)
Dal CD "Conchebestia" - Arrangiato e registrato da Pierpaolo Meloni
TESTI DELLE CANZONI DEGLI
A M A K I A U S
IL GRUPPO SARDO PIU' DEMENZIALE DEGLI ANNI "90
P.S. Il sardo scritto non è il mio forte, perciò mi scuso in anticipo con i santoni della lingua sarda che storceranno il naso leggendo queste canzoni. Ma io sono casteddaio e parlo il sardo "biscaino" perciò non segaisi sa mazza cun is criticas!!!
A COLPI DI TESTA.
Siamo duri nella testa
forti come la tempesta
nel paese c'è la festa
e ci diam colpi di testa.
Eh ah... a colpi di testa
eh ah... noi facciamo...
bimbo bai...
Se tu vieni in Campidano
ti stringiamo anche la mano
ma se vuoi fare il gradasso
ti tiriamo in testa un masso
se poi vieni nel nuorese
noi ti offriamo l'abbardente
ma se poi tu la rifiuti
ti trattiamo da molente.
Eh ah... a colpi di testa
eh ah... noi facciamo...
bimbo bai...
A noi di Sanluri ci chiamano duri
perchè spacchiamo anche i muri
a Pattada e Orotelli noi siamo tranquilli
però fabbrichiamo i coltelli
e a Capoterra facciamo la guerra
se rubi, nella serra
a Oliena con Zola col vino si vola
ma non bere la coca-cola
a neoneli e Terralba teniamo la calma
però noi zacchiamo anche all'alba
e io di Ghilarza non faccio lo sconto
ti zacco di testa al tramonto
e noi di Serrenti che siam prepotenti
però ti zacchiamo anche i denti.
Eh ah... a colpi di testa
eh ah... noi facciamo...
bimbo bai...
Con gli amici sono bravo
vino fresco e anche formaggio
ospitale e generoso
ma non dite che son gaggio.
Nella festa al Redentore
ho picchiato l'assessore
offendeva tutto il mese
la mia gente del paese.
Eh ah... a colpi di testa
eh ah... noi facciamo...
bimbo bai...
Se guardi le donne del nostro paese
ti ritrovi con le braccia appese
ad Aritzo ciò il vizio, pane con sartizzo
però non mi piace il comizio
e a Santa Giusta picchiare mi gusta
e con un cazzotto ti crasta
a Palau e Gonnesa se picchi è un'offesa
ci sono le donne in attesa
a Nurri ed Orani giocando a sa murra
ti arriva un cazzotto in sa barra
a Baunei e Gavoi ti offriamo i bobboi
però devi bere con noi
a Laconi mangio e non mi sento sazio
protetto dal mio sant'Ignazio.
Eh ah... a colpi di testa
eh ah... noi facciamo...
bimbo bai...
ACCALLELLAU
Non ri ses prus biu in bidda
itta te sutzeriu non si sciri
tanti frastimau segau o squartarau
ma n'd esti Boi e Boi, Boi biu d'asi
bessindi Boi e Boi, e Boi
ses tottu accallellau, accallellau, accallellau
ses tottu accallellau, accallellau, accallellau
ses tottu sbiellau.
Non ri ses mai postu impegno
tui non as mai tentu gana e traballai
ma candu mai
s'unica cosa ki asi fattu
esti atturai in su bar a t'imbriagai
ma n'd esti Boi e Boi, Boi biu d'asi
bessindi Boi e Boi, e Boi
ses tottu amarvenau, amarve amarve amarvenau
bessindi Boi e Boi, e Boi
Boi e Boi, Boi biu d'asi
bessindi Boi e Boi, e Boi
danti biu a Laconi.
Boi e Boi, Boi biu d'asi
bessindi Boi e Boi, e Boi
danti sperdiu a Laconi.
Boi e Boi, ma Boi biu d'asi
du circausu crasi
bessindi Boi e Boi, e Boi
danti biu a Laconi.
AMAKIAUS
No ri ses prus fattu bì
de sa dì ki ta lassau
emma bolli scì poitta immoi
t'ari mollau
tuttu su dinai
ki arrenescisi a n'di furai
du donasta issa po s'imbriagai
gi ses'acconciu.
Là itta a sciuppau e parisi unu pruppu
Là itta sbadau e parisi unu zurpu
t'anti arrestau chi n'das furau unu paccu
e poi bogau ma nanta chi ses maccu, maccu.
Illudia tui
no no'ri crettis ki
deu mi seu accallellau
femmu scetti arriposendi deu
femmu croccau
de candu m'a lassau
issa non è prus bivendi
ogna dì è benendi a dommu
e m'è preghendi
de torrai cun issa sempri.
Là itta siccara e pariri una macca
là itta scosciara e non fa più la cacca
là itta smanara, smanara in una titta
là incaddozzara casas nera nelle dita.
No! a no! no! Perchè no!
non so sopravvivere senza di lei
ma! E perchè, ma chi l'ha detto
ma candu mai
ma chi l'ha detto, bò, ma candu mai
che ho bisogno per forza di lei
per poter resistere.
Là dà siccara e pariri una macca
là itta smanara cosa nera nelle dita
e strupiara e pariri una macca, macca.
Amakiaus, e nanta chi femmu maccu deu
m'anti arrestau si, o Dio
mi hanno arrestato e bè?
non è mica perchè mi ha lasciato lei
ma di gente così ne trovo quanta ne voglio
non seu mica amakiau
amakiaus, oh oh oh amakiaus, amakiau.
ANGIOLETTO PISCARORI
Parlato: A cant'è su pisci?
Aiò su pisci e pischera
anguiddas cun is ogus celestisi
scropula de palafitta
mummungioni prepotenti
e nè la lissa boccia a corpus de conca a sa coatta
signora l'ha vista la triglia
ci pappara tottu sa famiglia
ma quale son puresce
ma itt'è stontonara e malvasia
ma itta stari narendi
guardi che le ha pescate Angioletto,
Angioletto piscatori, tocchiri.
Angioletto piscarori
issu bandara sempre a piscai
de amengianu muratori
e de notti non c'è mai.
Sa mulleri è sempri sola
e già mi'ara bolli fai intrai
su pippiu è dormiu de un'ora
ma non ci da fazzu a sartiai.
Icussu conca e perdingianu
se pigau is crais pò andai a mari
quindi finzasa a mengianu
no rientrara (po carirari).
Efisia dai fai calincuna cosa
poniddi fogu in basciu a su paneri
o issu candu s'arreposara
segaddi in conca un'insalatieri
o di furasa su mazzu e is craisi
e das portu a fai duplicai
aicci candu issu è pischendi
deu e tui poreus gosai
aicci su pisci chi pigas tui
è prus bellu de cussu chi pigar'issu
aicci s'acciappara croccausu impari
e attura firmu che unu stocafissu.
Una di ci fiara mari malu
issu è rientrau appena c'è bessiu
altru che firmu ki unu palu
appizzus sa mulleri t'ari biu! (zeracca).
Unu corteddu mannu e maccellaiu
n'da bogau Angiolettu de sa bucciacca
e a cuminzau a affittai
su pippiu, s'amanti e sa mulleri (zeracca)
Issu immoi non banda prusu a piscai
scetti quattro murus de castia
una fotografia scattara cun su fillu, impari.
ANTENAMETAL
Parlato: penso se mi è cresciuta la cresta
ma non è per fare protesta e spaccare la testa
sono nato in una cesta, o in unu cassoneddu
mi ricordo che quando son nato
il dottore loffio mi ha buttato
ma mia madre dandogli del matto
nel cassonetto mi ha buttato.
Seus mettallarus e non seus scioccaus
si praxiri a si spassiai
e non seus scioccaus e si friganta pagu
a kini si oliri mali.
cun is carzoni segaus is buttuglionis scolaus
ma imbriagus non si binti mai
a kini si oli cuccai du mandausu a tattai
poi dopo si vedrà.
Se credi di essere più togo
tu ci dai sei calci
ma se poi noi ce ne accorgiamo
ti spurausu in facci.
Mio nonno un pò è concale
non si stona come me
l'orecchino gli stà male
non è togo, non è figo come me
o nonno circa e ti cittiri
che se fai arrabbiare noi
a sa fini po ri biri
anta operri un'arrogu de coccoi
si, vieni insieme a noi, si!
E invece murrungi ogni volta
che vengo verso le tre.
E c'ho una pivella che si chiama Antonella
e veste nero proprio come me
e va sotto il bastione con le sue amiche bone
che di più non ce ne
s'inveci de segai sa conca vieni insieme a me
io ti faccio anche cuccare una di quelle tre.
Mio nonno stà con noi
e poi pari unu play-boy
e c'ha un sesso micidiale
anche se di anni lui ne ha 73
deu du creemmu puru antigu
inveci pariri unu figu
prima gli davano del lei
e adesso di pivelle lui ne ha 36
si, nanta ki è mellus de mei, si!
Nonno non deppisi esagerai
e non poitta pivellasa a mei non mindi lassasa mai
non mindi lassasa, o nonno...
mamma, mamma m'ari rimproverau poitta immoi tui
tenisi is ogus serraus
poitta asa esagerau cun nosus
cun su rosariu in is manus, is ogus serrausu
m'intendu unu pagheddu in curpa
o nonno, o nonno …
ANTONELLO LAI
Parlato: …adesso ci colleghiamo con il nostro inviato in via podgora Antonello Lai che ci parlera’ delle blatte prepotenti e delle merdone che fanno i tornei di calcetto senza che il sindaco e gli amministratori comunali se ne accorgano …
ricordiamo che le interviste ma anche le riprese, la realizzazione e il montaggio sono di Antonello Lai …
… a te la linea Antonello …
… ma cali linea si è grassu comment ’e unu porcu
Puru chi ses pitticcheddu
e mancai giai grassitteddu
ananti de s’indifferenza
tui gi non ti frmas mai
e poi in is dis de festas
e mancai dopu t’arrestanta
a malarius e barbonis
tui dus bandasa a accattai
Ahhhh o Lai o Lai o Lai… o Antonello Lai
Ahhhh o Lai o Lai o Lai… o Antonello Lai
A sighiri is minaroris
puru a Roma ses andau
ma inghsciau n’di ses torrau
‘e non ti sesi rasegnau
zu zeraffu e su meri
ma cun tui gi funti ugualis
si è buddista, ateu o preri
tottu pari dignitari
Ahhhh o Lai o Lai o Lai… o Antonello Lai
Ahhhh o Lai o Lai o Lai… o Antonello Lai
PARLATO: Oh Antonello là ghi mi’n’di stari arruendi su muru arrogus, cosa devo fare si ‘ddu naras tui a su sindigu o ci ‘ddu deppu fai intrai in su cinema… O itta beniri innoi scetti candu di serbinti votus? Po fai puntus ma is puntus siddus fazzu ponni deu a su sindigu chi non beniri de pressi… Zerriaddu o Antonello
Una dottoressa isterica
o sa barriera architettonica
su politicu de plastica
non du poris supportai
tui aggiuras sempri a tottus
e non è po pigai votus
e non è po ti fai bellu
tantu non ci arrennescis mai
Lai o Lai o Lai o Lai… o Antonello Lai
Lai o Lai o Lai o Lai… o Antonello Lai
Lai o Lai o Lai o Lai… o Antonello Lai
Lai o Lai o Lai o Lai… o Antonello Lai
- Noooo! Di più
- e chini è inzà Mentana?
- Ma cali ventana è Antonello Lai!
- Ma perchè non dirmi che risolve tutto lui?
- No, tutto no, ma perchè ti servono soldi?
- Ma perchè non dirmi che…
- Noo, però ci porri fai entrai a quelli che ce li hanno, non ha peli
sulla lingua lui!
- Ah non lo so quello!
BAINCI TUI
Ci hai guardato nello specchio
e ce lo hai detto in un orecchio
non abbiate più pretese
ci hai mandato a quel paese
e l'amara confessione
de unu conca e guarnizioni
è anche l'ultima occasione
po ri ghettai de su bastioni.
Ci hai voluto smagnacciare
quando eri disperato
e ci hai fatto frastimare
poi però ti sei salvato
sei un'artista di successo
però ci hai mandato al cesso
non sei delicato e gaio
e ti rispondo in casteddaio.
Bainci rui! bainci rui!
Ma la gente un po è cattiva
e se ti acchiappano a Serrenti
come minimo ti rompono
la faccia e dopo i denti
dici le ragazze serie
sono solo al tuo destino
poi ho visto tua sorella
in compagnia di un marocchino.
Bainci tui! bainci tui!
Non importa se hai pianto e sofferto
questa gente fa tutto da se
se ti piscia in testa Roberto
è perchè pensa che tu sia un bidè.
Chi lo sa che cosa è vero
in un mondo di bugiardi
se vuoi essere sincero
non offendere noi sardi
siamo tutti col berretto
e nella tasca il coltellino
non crediamo nel malocchio
e ti sputiamo poi in un'occhio.
E qui trovi tanta gente
a cui non piace come suoni
e non gliene frega niente
e tin'ci ghettara in presoni
ma ti trovo una mattina
nel semaforo in via Roma
dammi qualche monetina
goppai, goppai, goppai...
Bainci rui! bainci rui!
Ti dimetti da falso poeta
o balosso conca e crucculeo
fatti il bagno perenne alla scaffa
perchè è quello che meriti te
te ne andrai nel rumore dei fischi
saremo noi a liberarci di te
ma se tu poi ritorni qui rischi
ti mettiamo la testa nel bidè.
nello specchio questa sera
ecco ciò che la gente sogna
tu appena fai un errore
tin'ci ghettara in sa fogna
finalmente te lo dico
anche se un pò amara
caro mio più grande amico
facc'e caramella succiara.
Bainci rui! bainci rui!...
BIDDIO DI TONIO
Ho visto il biddio di Tonio (4)
ho visto il biddio di Tonio
pastore sardo di Solarussa
che quando entra a casa mia
ha già le chiavi e non bussa
afferra subito a mia moglie
e sfoga tutte le sue voglie
le straccia anche le mutandine
le ha fatto fare anche due bambine.
Ho visto il biddio di Tonio (2)
ho visto il biddio di Tonio
in quella pancia brutta grande grande
che da quanto è brutto e abbondante
dalle lenzuola si fa le mutande
e quando torna con i suoi agnellini
li fa giocare con i miei bambini
e per mia moglie coglie margherite
ma poi le tocca simingioni e tite.
Ho visto il biddio di Tonio (2)
ho visto il biddio di Tonio
mentre rientrava a casa da lavoro
ed era anche peloso e nero nero
sembra il culetto di calimero
però a mia moglie piace anche così
ed è per questo che lui viene qui
da un pò di tempo piace anche a mia figlia
fra un pò ci passa tutta la famiglia.
Ho visto il biddio di Tonio (2)
ho visto il biddio di Tonio
che da lontano sembra una panada
ma da vicino è proprio brutto brutto
ed io mi sento ancora più cornuto.
Ho visto il biddio di Tonio
se lo forroga sempre con i diti
e se lo vedi bene da vicino
vedrai ci ha i pollici tutti scarditi
io l'ho visto, l'ho visto davvero
il biddio di Tonio... pagu leggiu puru
Ho visto il biddio di Tonio (2)
ho visto il biddio di Tonio (2)
l'ho visto.
BILL CLITTON
Sono bellino non sono bellino
amo molto il sax, raccolgo tanti fischi
ho un'amica mora è veramente bona
che si chiama Monica Lewinsky
lei non ha peli sulla lingua
anzi se ce li ha
sono del Presidente degli Stati Uniti
spero che la prossima volta che la incontro
lei non mi proponga
un rapporto fatto di preservativi usati
ma è una brava ragazza
e non credo che sia
come tutte le altre donne
una scarsa arrivista
certo gli piacciono i maschi
quelli che vanno spesso nei boschi
e il suo nome di battesimo
è Monica Lewinsky
La mia dolce metà
ha il doppio delle corna
di una busta di lumache
l'ho sposata in un giorno speciale
si vede che in quel frangente
non avevo poi altro da fare
mai io gli voglio un gran bene
e solo con il suo amore
che supero le mie pene
amo la bici, ho pochi amici
un meccanico di razza, un pastore e un Husky
ma il mio passatempo preferito
è Monica Lewinsky
E proprio mentre quegli stupidi iracheni
sparavano su Israele quintali di cannonate
i giornali sparavano su di me
miriadi di cazzate
Ci ritrovarano su una spiaggia della Sardegna
mangiando carasau, carta da musica
e formaggio coi vermi
ma intanto iracheni e serbi
senza mutande come Monica
gli ho lasciati inermi
E mentre tutto il mondo
si preoccupava di stabilire
se potevo essere incriminato
dal cielo si alzavano in volo
gli ultra sensibili aerei
partiti dalla basi Nato
Poi dicono che io sia
il vero responsabile
del panico e dei casini
non sopporto la pulizia etnica
ma intanto tu Monica
continua con i tuoi giochini
E mentre sbarca in un porto d'Europa
una signora con in mano un bambino
mi chiede cento lire
io le rispondo drastico
ma anche un po incazzato…
Hoooooo! Ma itta m'as pigau po americanu?
bai e fairiddus donai de Milosemic
oppure da Savicevic
oppore bandasa a segai samore e su zugu
commenti fairi sa pivella mia
a lavare le scale
e farsi toccare in culo dal principale
e non potere neanche dire nulla
poitta asinunca ti licenziara
baiiiiiii!
BIN LANED
Cantu genti as fattu prangi in vida rua
non tin’da arregordas prusu
as fattu prangi po’ finzas mamma rua
candu tui ses nasciu carrabusu
Cun igussa barba giai accaddaionau
ses arriccu de moneta
squartarau e puru dializzau
segarindi tottu a lametta
Ajò andè su preri
oppure andè unu barberi
o ti lassu assolo innoi a New York
Ajò andè su preri
oppure andè su barberi
o ti lassu assolo innoi a New York
Su coranu du connoscis a memoria
è pruini po sparai
as cambiau puru su cursu de sa storia
però immoi tui das’a pagai
Ajò andè su preri
o andè unu pasticceri
tantu bombas non di teni prusu
Ajò andè su preri
O andè unu pasticceri
tantu immoi ti lassu innoi a New York
commenti non ci benis?
ammarolla immoi ci benis!
non ti’dda salvasa diaicci intendi a mei
immoi d’asa pagai
sinunca altru d’asa fai
circausu immoi de ti bloccai
E ti circu in ogna logu ma ti cassu
e de tui mancu su fragu
circu in celu, in terra e scavu puru fossus
ma du fazzu attentu a pagu a pagu
E sa barba immoi me crescia puru a mei
e passienzia non cin’de prusu
su pastori non è amigu e sa brebei
però immoi deu pù seu carrabusu
Ajò and'è su preri
o andè unu pasticceri
tantu bombas non di teni prusu
Ajò andè su preri
o andè unu carnazzeri
o ti lassu assolo innoi a New York
Ajò andè su preri
o andè unu carnazzeri
o ti lassu assolo innoi a New York
Ajò andè su preri
o andè unu casineri
o ti lassu assolo innoi a New York
Ajò, ajò, ajò…
BUCCA SBUIRA
Da zerrianta bucca sbuira
e fiara sdentara, fiara sdentara
poitta in bucca non ci tenia nudda
pariara il deserto del sahara
candu andara in su ristoranti
cun sa gommai o cun s'amanti
ordinara scetti su brodinu
poitta non poriara mazziai.
C'è kini dentis di tenis tresi
custu è su fillu e si zerriara Andrea
ma tantu fairi sa fini e sa mamma
ki n'dindi beniri sa piorrea.
Una borta teniara sa zorfa
pò si fai ponni unu casciali
candu poi ari opertu sa bucca
su dottori s'è intendiu mali
inzandus issa po porri pappai
si fiara comprara una specie e dentiera
da comprara de sicunda manu
fiara de unu becciu de Muravera.
A su fillu d'ha fattu impressioni
s'è postu a furai po si'da comprai
danti cassau e immoi esti in presoni
e bucca sbuira non sciri itta fai.
Candu ha cunprendiu ki su fillu è scimpru
balossu concali e puru flippau
ha cumprendiu ki sa sofferenza
non è scetti tenni unu denti cariu
inzandus issa è andara in galera
e ha nau a su questori de du liberai
po cauzioni di dona sa dentiera
poitta non portara su dinai
su questori è atturau bloccau
e cussa dentiera ci da fuliara.
Bucca sbuira non si dona pò binta
e cuminzara a s'ameskinai
a costo de si fai ponni incinta
o in sa ruga a pigai su dinai
ma s'è posta giai troppu immesu
ki una macchina s'è firmara
fia sa macchina de un'inglesu
di domandara cantu costara.
Bucca sbuira s'è fatta coraggiu
e n'dari sparau tremilalire
custu tipu fiara unu gaggiu
e n'dari nau puoi salire.
Du scinti giai tottus ki in cussu ciorbeddu
non ci poriara essi cosa sana
pò salvai su propriu fillu
s'è posta a fai sa cerbotana
e dopu una borta sinc'esti ammollara
a du fai de notti e puru amengianu
non c'è su dramma ki su fillu è scimpru
è ki issa è torra sdentara.
Ma una dì si dari imbarcara
unu lardosu e facc'e malariu
n'dari nau sezzi de pressi o bastascia
seu unu balordu e mi zerriu Dario.
N'dari ghettara in mesu a sa gerda
e in su frattempus s'è sbraghettau
dopu ki ha fattu unu corpu de perda
è arziau in macchina e sind'è andau
Bucca sbuira fiara agonizzanti
no ha tentu sa forza de s'indi pesai
s'urtima cosa ki ha pozziu fai
fia unu sulittu po frastimai.
Puru de morta fia leggia mera
e n'ciari perdiu puru sa dentiera
sa peddi frunzia cummenti unu stracciu
sa genti pensendi a su fillu magnacciu.
Crasi prangendi su fillu balossu
a sa mamma perdono n'di domandara
e una scritta niedda in su fossu
qui riposa bucca sbuira.
CIELO… DURO
Per la secessione della Padania...
Ma la ki ses callon, ma la ki ses callon
Ma la ki ses callon, Bossi ses callon
Ma la ki ses callon, ma la ki ses callon
Ma la ki ses callon, Bossi ses callon
La voce grossa
e tu di grosso hai solo quello
e sei convinto anche di essere bello
fai i tuoi congressi dicendo
“libera padania in pianura”
dicendo cose
che solo a pensarle farebbe paura
ma vattene in clausura!
E allora scusa
non voglio dirti una cosa volgare
ma son contento che tra di noi
ci sia di mezzo il mare
e a questo punto
te lo dico davvero di cuore
in italiano si dice
che tu sia un vero callone
Ma la ki ses callon, ma la ki ses callon
Ma la ki ses callon, Bossi ses callon
Ma la ki ses callon, ma la ki ses callon
Ma la ki ses callon, Bossi ses callon
Vieni a Solarussa conca manna e cima grussa
vieni a Serramanna conca grussa e cima manna
vieni a Santa Giusta ki ri ghettu s’aligusta
vieni a Morgongiori ki ri ghettu callallonis.
Ti prendi gioco
di tutti i sardi e del meridione
col tuo egoismo
e quel tuo fare da eterno buffone
ma se è per quello
il maschio sardo di questo ne è fiero
se vuoi provare
con tua sorella ci provo davvero
gli occhiali spessi
come due fondi di bottiglia
sei un tipo strano
non meriti neanche di avere famiglia
e ti ricordo che lo sviluppo del tuo serttentrione
è un pò legato al meridione e alla sua emigrazione
Ma la ki ses callon, ma la ki ses callon
ma la ki ses callon, Bossi ses callon
ma la ki ses callon, ma la ki ses callon
ma la ki ses callon, Bossi ses callon...
COLLABORATRICE DOMESTICA
Nunziatina serbirora esce il giovedì
scende in piazza e lì rimane
se hai voglia di sfogarti tu la trovi lì
ma non si fa mai pagare
peli sotto ne ha ventuno e si scraffe giù
ma al mondo lei non ha nessuno, nessuno.
Fosse per me la sposerei
e a casa poi la porterei
cosa succede poi non lo so
un'altro nome gli darei
gli toglierei quel fragh'è pei
anche se in doccia non ci va.
Nunziatina nella fede non ci crede più
anzi non ci ha mai creduto
preferisce il crocifisso un bel tiramisù
un uomo nero e rude al cioccolatto
ogni tanto fa la barba ai peli della faccia
ma crede che al mondo non ci sia
nessuno che gli piaccia.
Fosse per me la sposerei
e a casa poi la porterei
cosa succede poi non lo so
un'altro nome gli darei
eliminerei quel fragh'è pei
che ormai inquina tutta la città
Nunziatina!
Nunziatina serbirora qui adesso non c'è più
ha trovato il suo compagno qui
è un'uomo ricco di ottant'anni
o forse anche di più
ma che la rispetti e gli voglia bene si!
Nunziatina si!
Nunziatina, Nunzia
cara Nunziatina, cara Nunziatina
Nunziatina, Nunzi.
Fosse per me la chiamerei
poi al telefono gli direi
che anch'io ho bisogno un pò di lei
nanananana, nananananana......
CONCHEBESTIA
Arribbau de s'Uruguay
deus pigau cummenti e unu fillu
eus circau de adderezzai
igussus dentis de cunillu
e inveci rui s'as mollau pò su dinai.
T'appettaus a su stadiu
po ri porri fischiai
e su speaker a sa radiu
no'ri boliri criticai
e inveci rui propriu indignu
a tottus is sardus as fattu su ghignu
O conchebestia
as'arrogau sa festa
bai e scraffirì ki non ti pozzu bì
e se ritornerai gi rind'as'accattai
circausu de ri pisciai in conca
e de ri frastimai.
Cun Claudietto sesi andau
a ri ghettai in pista
però immoi ses cambiau
e sesi a conca de pacchista
e poi rui coru ingrau
a nosusu s'as pistau.
O conchebestia
as'arrogau sa festa
fairì siccai e torra in Uruguay
e il S.Elia ora non fischia più
ti narara scetti, ti narara scetti
ma ponirì unu diru in cu...
As'arrogau su sentimentu e una Regioni
bruttu concali e facc'e trimuligioni
e si torrasa po ri'nd'andai a mari
spesarì conchebestia pò carirari.
CONCHEMALLU
In s'arruga accanta e dommu
tottus impari po certai
picciccheddus fora e babbu
e mama ki non binti mai
c'esti Giorgio conchemallu
maccu de accappiai
issu in conca è tuttu callus
e non du porinti arroppai
funti malus picciocchedus
e non usanta su corteddu
scetti issu conchemallu
usara sa bottiglia
e si d'arziasta is manus
zerriara sa famiglia
ma si biiara una manara
issu dopu scramentara.
Poi conchemallu andara
a su mercau a s'ingrossu
ogni a tantu cun sa frutta
du ghettanta in su fossu
sa sorresta macca
cun tres chilus de rossettu
si circara is amantis
cun sa frunza e cun s'elmettu.
Dappu biu a s'amigu miu
deu commenti è cambiau
è mortu puru si esti biu
e de bucca esti sdentau
cun sa facci una cassola
e is manus postasa in buciacca
nara: circa e mi cumprendi
son caduto nella cacca
mamma mia m'in'cià bogau
e inza deu appu cummenzau
e tui ses un amigu
non mi trattis de mischinu
ki sinunca deu m'incazzu
e t'inci bogu e su palazzu
ma dai itta ses narendi
deu seu cun tui.
Vai conchemallu
moi cumminza a trabballai
ki de impegnu scetti aicci
ki ti porisi salvai
dai conchemallu
ki po rui ara cambiai
e aintru a su ciorbeddu
ki ti deppisi salvai, salvarì.
E ti castiu a s'uspirali
e non ci bolisi atturai
naras chi a tui ti fai mali
e ti bolis dileguai
mamma rua nemmancu e begna
sezzia in mesa a s'alluppai
babbu ru un pezzo di legna
pò su fogu poriri fai
e is dexi fraris chi tenis
funti tottus mali pigaus
sa mettari in campusantu
e poi is altrus inserraus
ma sa curpa e sa storia
è domu rua senz'e gloria
naramì si rui ci creis
e poi sciaquarì is peis.
Dai conchemallu
non ci torrisi a cascai
deu t'atturu sempri accanta
ma non mi deludas mai
e torraus pippius
e giogaus a s'accuai
e si imboscaus in unu sonnu
aicci si porinti scirai
e si pappaus su ciorbeddu de babbu ru
pò carirari pò cariredda.
Dai conchemallu
non ci torrisi a cascai
deu t'atturu sempri accanta
ma non mi deludas mai
Vai conchemallu...
CORNELIO
Passa, passa, passa
certo la rabbia un po’ ti passa
e Credi, vedi, risiedi
quando lo scopri sconvolto ti siedi
Eri un forno, io torno e tu porno
va bene il sesso ma non un corno
mi mente, niente, ora sente
ora lo sa tutta la gente
E davvero, un pensiero, sul serio
sognavo un giorno di fare il torero
e sono solo, da solo, ora volo
ho fatto invece la fine del toro
Dai cantiamo tutti in coro
un fiore, nel cuore, per amore
ma poi sei nuda davanti al pastore
Sono sobrio, deluso, cosi appaio
quando in cunetta sei nuda col macellaio
la rugiada, le mattine, le colline
era un pretesto, non si va’ in gita senza mutandine
La passione, la tua stagione, la mia tensione
finivamo a letto per ore ed ore
i pasticci, gli amici, le gite in bici
pungevo piu’ io che una busta di ricci
Dai cantiamo tutti in coro
la canzone del toro
canta insieme a me
dai cantiamo tutti insieme
la canzone del seme
che va’ dentro te!
dai cantiamo a più non posso
se non mi hai più addosso
chiediti il perche’
Laila, laila. Laila
Pitticca sa p…
Laila, laila, laila…
Ti vedo ma da tempo non ci sei
qualcosa ti ha sottratto a questo mondo
non mi aspettavo dai davvero che
andassi via così.
Il tuo coraggio impresso nella mente
io non l’ho visto in tutta quella gente
il destino ha calpestato un fiore
dando dolore.
Tu non sei più qui
ma dentro a questo sole
in una frase dolce
in un gesto d’amore
e tu non sei più qui
ma in ogni mia speranza
vivi dentro vivi, dentro al cuore vivi
vivi dentro vivi, dentro la mia anima
tu vivi.
Ed ora navighi su mille imperi
adesso i sentimenti son più veri
non senti più il suono degli spari
e i passi dei militari
il passato è già nella memoria
un fotogramma della vita è storia
tu hai lasciato un segno permanente
nella mia mente.
Tu non sei più qui
ma dentro al mondo intero
in un sorriso vero
nei sogni di un bambino
e tu non sei più qui
ma nelle mie paure, e allora
vivi dentro vivi, dentro al cuore vivi
vivi dentro vivi, dentro la mia anima
tu vivi.
E quello che è rimasto dentro al cuore
é stato andare via così lontano
e poi capire che dalla mia vita
tu prima o poi tornavi piano piano
ma dentro
vivi dentro vivi, “dentro al cuore”
dentro al cuore vivi, “dentro al cuore”
vivi dentro vivi, dentro la mia anima
tu vivi.
Vivi dentro vivi, “vivi !”
dentro al cuore vivi, “dentro al cuore”
vivi dentro vivi, "dentro al cuore vivi"
dentro la mia anima, tu vivi.
Da boleusu accabai de fai Santu unu
ki in sa vida ari scetti furau
e a furia de si pigai su sanguini
tottus is buciaccas s’é alluppau
e poi dus bisi in sa televisioni
sus chistionanta de Italia pulia
ma poi si gioganta is votus nostrus
pappendi malloreddus e fai buddia
disonestus in presoni
abbandonau a su destinu
ci dus pappa sa merdona e violentausu
de binti marocchinus
disonestus in presoni.
E a un’amigu ki esti disoccupau
ki ande issusu s’è ammeskinau
danti nau “Per lei non c’è posto!”
puru in conca danti sercau
e poi cun cussa balla e telefonino
si portanta a fattu
si funti cambiendi custu destinu
pighendisindi tottus cussu ki eus fattu
disonestus in presoni
propriu senza e mantalaffu
aicci si ki si’ndi pentinti
e d’accabbanta de pappai a sbaffu
disonestus in presoni.
E ai custu puntu ascurtu is Amakiaus
aicci a su mancus non pensu a nudda
e ai signoris a dus biri inserraus
in quattru murusu a pani e cipudda
ma poi cun tottu cussu ki anti furau
si porinti circai unu mannu abbogau
aicci a s’accabara e custa canzoni
funti giai a foras de cussa presoni
disonestus in presoni
abbandonau a su destinu
ci dus pappa sa merdona e violentausu
de binti marocchinus
disonestus in presoni.
Disonestus in presoni…
DOLORI E CASCIALI
Funti is duasa e mesu de notti
e deu seu forroghendi in cuxina
circu sa novalgina.
Icussu odontoiatra de Quartu
castia aintr'e sa bucca itta ha fattu
n'd'ha bogau unu blocchettu
e non m'ha fattu s'anestesia, mamma mia!
n'dari bogau una cocciula intera chi ci fiara...
Aih ah! T'ha dolori e casciali...
Aih ah! M'intendu troppu mali...
E immoi deu circu de mi distrai
anzi mi pongu a pappai
itta pozzu fai.
N'di bogu una scatola e tunnu
da tengu ingunis casi dexi annus
itta dannu!
Buffu puru binu imbecciau, cannonau!
dopu cincu litrus de binu seu crollau...
Aih ah! mi seu imbriagau...
Aih ah! E poi mi seu croccau.
Candu poi deu mi seu scirau
tenemmu is ogus tottus cerchiaus
e puru unfraus.
E immoi s'è unfrendi puru sa barra
da tengu manna a forma e ghitarra
e gialla a color'è birra
pigu unu gorteddu e cuxina po da sgonfiai
mi fazzu unu scorriu in sa facci po sanai
Aih ah! M'intendu troppu mali...
s'incrasi de sa dì de Natali
su maschisceddu è bisurau a cuccumeu
s'è vantendi de su ki d'anti donau
è basciu-basciu pari unu pigmeu
e in is guirus tottu incaddozzaus.
Sa femminedda inveci e' prus artixedda
e is arregalus tottu asutta de is brazzus
teniri appizzus puru una camisedda
e s'aposentu tottu pren'e pupazzus
is buttineddus nous de sala de ballu
commenti das tenia su babbu gorbagliu
sa mamma zoppa castiara a ogh'e triglia
si fia pappendi unu prattu e gintilla.
Deu tengu Barbie ki croccara in terra
deu tengu bisciasa chi fainti sa guerra
tengu unu cani chi si zerriara Ernesto!
… E io c'ho questo! …
Sa pippia prangendi s'indesti andara
deppiressi chi s'e' intendia avvilia
tottu sbatti sbatti s'esti zaccara
e s'inde spesara tottu cittia
e torrendi a domu d'ha domandau
a su frari itta fia cussa cosa
chi da bia candu s'è spullincau
fia pittichedda, leggia e puru arrungiosa.
Deu tengu un pruppu chi pappa sa genti
deu inveci una bambola cun sa permanenti
e deu gozzilla chi dirigi un'orchestra!
… E io invece c'ho questa! …
Su pippiu e sa pippia funti crescendi impari
funti gioghendi a su dottori
su maschisceddu e giai pensendi a su mali
ki esti giai mannu e boli fai a s'amori...
Deu seu unu dottori e ti toccu sa brenti
ma dai frigarindi non di passa de genti
tantu a sa fini min'da donasa binta.
… Ed io sono incinta! …
Boh! ma si può rimanere incinta a 8 anni?
mamma... mi che quella disgraziata mi ha fatto
vendere la bicicletta e gli ovetti kinder
per comprare il corredino al bambino
boh! mi vuol mettere il collare gia' da adesso
che son piccolina! disgraziara!
EFISIO
Efisio è ricoverau
poitta impennara cun su vespinu
e buffara tottu su binu
d'appu biu s'altra dì
inpennendi in piazza a una rora
a sfida cun dus amigusu
a kini arribbara de pressi a S.Elia
is amigus cuntentus gli battevano le mani
e issu tottu sparau fiara strecchendi
fiara strecchendi unu cani
e sa mamma mischina
trabballendi, sciaquendi
de is cinqu de amengianu
e su babbu imbriagoni
paralizzau dexi annus a una manu.
Efisio immoi è sciancau
poitta impennara cun su vespinu
e pensara d'essi malandrinu
Efisio immoi è struppiau
c'esti arruttu accanta de una perda
e ha fattu una figur'e merda
commenti nara issu
sa vira toccara a sidda gosai
poitta esti bella
non fia sa perda a du fai arrui
ma fiara castiendi una bella pivella
is amigus, squartarendisi de s'arrisu
e su chi gareggiara cun issu
tranquillu postu a una parti
e tui Efisio
Efisio balossu crocefisso
sa prossima borta chi sutzedi
circa de rind'agattai
si non rind'accattasa
boli nai ki non rin'di pesas mai.
Efisio immoi s'è coiau
sa pivella chi fiara castiendi
immoi cuntentu d'è faendi
Efisiu immoi è diventau babbu
è diventau babbu de unu bellu pippiu
unu bellu pippiu cun is'ogus celestis
ki esti s'immagini de sa tranquillitari
cun is ogus celistis e is pilus biundusu
ma incominzara a essi balossu
poitta teniri un'annu e mesu
e stari cumenzendi a impennai
ki non di sutzeri cummenti su babbu
pagu balossu puru.
FORMAGGIO COI VERMI
Prendi una donna dalle formaggio
pecorino pure coi vermi
falle un lettino dietro l'ovile
anche se non è in bello stile
falle le mutande e il reggiseno
con la lana di una pecora anziana
e se lei ha troppi peli nel seno
con lama e rasoio già l'ha aiuterà.
E va tranquillo che ti sposerà
il latte fresco già gli piacerà
e di mattina prima si sveglierà
un bacio al formaggio ti darà.
Va da Gesuina da questo mese
quella che il babbo è sindico del paese
dille se ti vuole anche se odori di suole
e non hai frequentato le scuole
dille che tu ci hai il pane sicuro
anche se si tratta di pane duro
dille che lei dormirà nell'oville
anche se di luce ci avete le pille.
E vai tranquillo che gli piacerà
anche con le galline lei dormirà
e sempre addosso poi ti fragherà
sarete insieme fino all'aldilà.
No caro amico segarì casu
chi mi sesi stuppendi su nasu
e nell'ovile di casa tua
bai e poninci a sorri tua
come posso chiamarti amore
se mi fai uscire con il trattore
vieni a prendermi che hai bevuto
calzoni in fustagno mi baci e fai il ruto.
Su dai Gesuina vieni insieme a me
io ti prometto che mi faccio il bidè
aiò Gesuina sposati con me
e io mi sentirò davvero un re.
GAGGIU
Gaggiu, ma là ki ses gaggiu
malà ki ses leggiu, ma là ki ses grezzu
gaggiu, non balisi a nudda
sa facci una pudda, ti zaccu sa facci, gaggiu!
Cun su carzoni giallu intrau in paneri
bisura leggia tipu carnazzeri
tres kilusu de lacca in sa mascagna
e poi pò giunta sesi a conca e bagna
cun sa camisa arrubia de gravvellu
mi parisi bistiu de arrevunellu
e su vesponi preparau antigu
e ses cunvintu puru d'essi figu.
Firmasa una pivella e di narasa o bella!
Poreusu bessiri impari andausu a mari
naramì si ri praxiu e non castisi su scraxiu
mi sesi castiendi e mi sesi zerriendi.
Gaggiu, ma là ki ses gaggiu
malà ki ses leggiu, ma là ki ses grezzu
gaggiu, non balisi a nudda
sa facci una pudda, ti zaccu sa facci!
E non tenisi brigungia
ma itta tenisi sa rungia, gaggiu, gaggiu!
E ti sesi giai scraffendi
ma itta sesi murighendi, gaggiu, gaggiu!
A cust'erari as postu s'orecchinu
kini ri biri ti nara miskinu
non tenisi arrispettu pò s'ambienti
non creu ki poi du tenis pò sa genti
e in is buttinus ci cappis croccau
sesi inkietu, sesi sempri unfrau
non bolis a sa genti de famiglia
nemmancu sorri rua cussa a ogh'e triglia.
Ti streccasa guronis, narasa itta bolis
pistasa in su muru, bruttu curruru!
criticas sa genti, bruttu latenti
pigarì unu piccu o facci e burriccu!
Gaggiu, ma là ki ses gaggiu
malà ki ses leggiu, ma là ki ses becciu
gaggiu, non balisi a nudda
sa facci una pudda, ti zaccu sa facci!
E sa brenti esti pilura
bella razza de bisura, gaggiu, gaggiu!
E ti sesi giai scraffendi
ma itta sesi murighendi, gaggiu, gaggiu!
Si bollu kistionai di come veste la gente
ki si oliri atteggiai però non vale niente
sa moda già esti bella ma ogna tanti ti struppia
conca e caramella o a faccia e ciupa-ciupa.
C'è kini è allikiriu, c'è kini è profumau
oppure c'è Gavino che una vacca s'è cuccau
a mengiuanu bessu scurzu e mali pettonau
pappendi casu marzu ma tottu sbraghettau.
C'è kini è a orecchinus e kini a basettonis
c'è kini pò essi nou si poni cagallonis
maglioni a strisce rosse, pantaloni alla zuava
si va tutti a far cozze nel mare della scafa
Gaggiu, ma là ki ses gaggiu
malà ki ses leggiu, ma là ki ses becciu
gaggiu, non balisi a nudda
sa facci una pudda, ti zaccu sa facci!
Ma a kini ses narendi gaggiu, ma non lo vedi
Sono io Gavino
e pascolo trecento pecorelle
se vieni da fuori tu ti accorgi quanto
quanto sono belle
quando son dormito e sento prurito
la cadranca è sopra di me
la schiaccio con un dito
e lei continua a camminare
a me mi tocca a la bruciare
Già sono io Gavino
e quando me ne sveglio nella notte
prendo un bicchiere e bevo tutto il vino
il vino della botte
dopo mi ubriaco e mi addormento stanco
e sogno pecorelle a luci rosse
e poi mi avvicino e le faccio l’inchino
e a me la pecora mi urla ya ya ya
Ho anche un bambino
che lavora e fà il servo pastore
io ho scritto un libro e ho un sogno
un giorno io farò l’attore
ma il film l’han già mandato
il libro è finito
e io sono uno scrittore fallito
la Sardegna mi ha cacciato
io me ne sono andato
e a me la gente in testa mi ha pisciato
Adesso finalmente
io vivo in continente
e davanti a me io vedo tanta gente
ma mare non c’e ne qui
le donne già sono belle si
ma non mi guardano
ed io rivoglio le mie pecorelle
Sono io Gavino
e parlo ormai con l’accento romano
vado a lavorare nonostante io
nonostante io non sono sano
ho un pezzo di pane
lo divido con il cane
e qualche volta mangio le rane
ma penso alla mia terra
al male che le ho fatto
però adesso sono un uomo studiato!
Ses beniu a m'agattai a domu mia
a su cumpletu fia sa famiglia tua
t'intendemmu chistionendi a isforzu
e stringiasta mera forti su burzu.
T'aguantasta ogni a tanti sa brenti
non domandasta poitta ci fiara genti
ma candu s'inde'andau s'amigu Paoletto
as nau: o goppai pozzu intrai in gabinettu
Issu s'e' incriau a carena
e a mei su sanguini bessia de sa vena
mulleri mia chi d'ari opertu sa porta
dopu m'ha nau chi non ci sia un'artra borta.
Aio', aio' chi zerriaus is pompieris
su carr'attrezzi o is carabinieris
ghetta in su bagnu litrus de varecchina
e a issu puntar'e peis a mesu schina.
Aio', aio' donaddi puru papperi
telefonaus de pressi puru a su preri
mi beni gana de intrai e d'arrogai
unu de aicci e mellus a du mollai.
De tres oras sezziu in bagno arrexiu
n'di bessia scetti unu fragu de ghisciu
su condominiu s'è affacciau frastimendi
e su meri e domu e telefonendi. (o disgraziau!)
C'ha pappau una vacca svizzera mala
o unu pippiu gaggiu de su guatemala
ma dopu mera n'de bessiu soddisfau
e su condominiu cun su nasu tuppau.
Aio', aio' chi zerriaus is pompieris
sa venatoria is carabinieris
non ci da fazzu prusu a du sopportai
mi toccara de pressi a du sparai.
Aio', aio' chi zerriaus is pompieris
sa venatoria o s'arregatieri
non ci da fazzu prusu a du sopportai
mi toccara de pressi a du sparai.
Aio', aio' dai zerriaus sa giusta
sinunca de sa stura pigu sa frusta
mi sta' benendi gana de du bocciri
a igustu scimpru deu non du pozzu biri.
Aio', aio' chi zerriaus is pompieris
su carr'attrezzi o is carabinieris
ghetta in su bagnu litrus de varecchina
e a issu puntar'e peis a mesu schina
Aio', aio' donaddi puru papperi
telefonaus de pressi puru a su preri
mi beni gana de intrai e d'arrogai
unu de aicci e mellus a du mollai.
Aio', aio'.
HO DIFESO IL TRATTORE
Abito in campagna
in un bosco all’aperto
divido il terreno
con mio fratello Roberto.
Coltiviamo la terra
con il nostro trattore
comprato a sacrifici
e firmato cambiali.
Ma proprio l’altra mattina
mentre aravo contento
un fucile in sa schina
duro come il cemento.
Io mi sono voltato
senza fare rumore
e l’ho riconosciuto
era Efisio il pastore.
Ho difeso, ho difeso
il mio trattore...
me lo voleva rubare
non mi son fatto fregare.
E adesso mi chiedi
come l’ho disarmato
stavo facendo la pipì
e in faccia io l’ho pisciato.
Lui non ci ha visto niente, anzi
non ci ha visto un accidente
anche perchè per guidare il trattore
non ci aveva neanche la patente.
Ho difeso, ho difeso
il mio trattore...
me lo voleva rubare...
non mi son fatto fregare
..
KENE FRANCISKA
Pilos riccios de lisiare
risu beffadore de firmare
bivere como a fortza,
kene timoria
sos sonnius semper coltivados
pro kentu dannos rimandados
as connottu tue de custa rosa
solu s’ ispina.
Unu isfinimentu iscuru
sa maladia de non sanare
una briglia an postu a su destinu
ki ti keria unu camminu
has dadu forza a tottu cantos
sa fortza ki non tene niunu
sa vida hat postu a dura proa
su coro tuo.
Kerzo cumprendere como
ammentare faeddos, tzestos
chi as nadu tue
pro bidere ancora… Franciska!
Ite est suzzediu como,
mama tua ti cherete in domo
non poder istare… kene Franziska!
Kirka de torrare, comente keres tue
Ma in d’onzi tzestu e ojada, prepotente!
Kirka de torrare in custa vida e merda
iskidammi, imbriacami,
daemi unu corfu e’ perda.
Sos pilos mios
sun imbezzados e pagos
sinnu de su dolore e dannos
duar bortas deu ti pesso die e notte
no so prus forte
sa lucke deo non la supporto prusu
de candu ti che sese andada attesu
custa ispina como la jutto deo
in coru meo.
Non tengu prus sa spina
a ti carignare sa schina
non potho fare… Kene Franciska!
Ana pagare tottu cantos
l’hana ischire tottus cantos
ca non potho istare… kene Franciska!
Chirca de torrare
ca ti cherzo istida a isposa
ca ti che lissio sos pilos
comente piaghente a tie
chirca de torrare
ti pregu istida a isposa
non la lassese morrere
inabba custa rosa... Franciska!!!
I SARDI
Dal centro della scafa
fino al golfo dell'Asinara
tra i popoli gagliardi
i migliori sono i sardi, i migliori sono i sardi
sono i sardi sono i saaaaa...
Noi siamo i sardi, noi siamo i sardi
antichi pastori
ma con le donne con le minigonne
sembriamo dei tori
quando ci guardi sotto le mutande
tu noti che abbiamo qualcosa di grande
siamo i sardi.
Noi siamo i sardi, noi siamo i sardi
grandi pescatori
mentre nel letto parliamo il dialetto
le donne chiamano agitorio
ci piaccion le donne con il grande seno
ma a noi ci va bene anche se ne hanno meno
siamo i sardi.
Con quelle slave lo facciamo nella nave
con le cinesi ci ritrovano distesi
ma loro dopo ci dicono di più
ci dicono di piùuuuuuu...
Noi siamo i sardi, noi siamo i sardi
un pò anche testardi
ma se parli di sesso, va bene anche adesso
spariamo come i petardi
quando la donna è li sola e soletta
arriviamo di scatto e succiamo la tetta
noi siamo i sardi
Da Sassari a Baunei e da Ploaghe a Urzulei
tra i popoli assessuati i sardi sono esagerati
sono troppo esagerati, esagerati esagerati.
Alle marziane solleviamo le sottane
alle francesi le scosciamo per sei mesi
ma loro dopo ci dicono di più
ci dicono di piùuuuuu...
Noi siamo i sardi, noi siamo i sardi
antichi pastori
ma l'amore suino con chi fa il pecorino
lo fa solo Gavino
quando in famiglia c'è aria di guerra
diciamo alla donna facciamolo in terra
noi siamo i sardi
per far l'amore non ci si ammala
e poi ci adattiamo anche nel sottoscala
noi siamo i sardi
noi siamo gente di poche parole
e le donne nel letto non sono mai sole
noi siamo i sardi
Dal centro della scafa
fino al golfo dell'Asinara
tra i popoli gagliardi
i migliori sono i sardi, i migliori sono i sardi
sono i sardi, sono i saaaaa...
IN SU CORRU E SA FURCA
No! Non mi seghisi sa conca
gi du sciu chi sesi zonca
e zurpa a un'ogu
de sa dì de s'incidenti.
Anti, anti fattu troppu beni
a ti pigai sa patenti
fiasta unu perigulu
po kini attraversara
(specialmente quel signore
che ne hai preso nelle strisce pedonali).
Tà stoccara ses narendi
bruttu facci e pedizzoni
tui invalidu non sesi
ma pigasa sa pensioni
ma giri passara immoi
ki c'e' Palomba a sa Regioni
si rui n'di furasa su dinai
poi d'accabasa in presoni.
Tonino, ti zaccu una puntar'e pei a culu
tui ses prus tontu de unu mulu
deu t'inci bogu a son'è corru
portasa sa bucca, pariri unu forru
in su corru e sa furca
in su corru e sa furca
tinc'i appa portai
in su corru e sa furca.
Immoi, chi rui sesi in s'uspirali
cun is puntusi in sa brenti
naras deu m'intendu mali
e tui sesi unu molenti.
Ma cun is puntus
ki tanti postu a mesu schina
tui poriasta binci puru
sa mucca carolina.
Tonino ses genti de lassai attesu
scimprottu bogari' de mesu
e sorri rua chi pari una mucca
portanci a issa
in su corru e sa furca.
E va bene, io me ne andro' nel corno della forca
come stai dicendo te, pero' tu la macchina
non la tocchi piu'... eh, tenisi axiu narendi...
io la macchina non te la do più'. ma ti sesi
scarescia che ch'avevi una 500 tottu scallara
ti dappu fatta a nou e immoi vai a prendere
i pali in pieno... non toccarla più la macchina...
in su corru e sa furca... in carrozzeria
altro che in su corru e sa furca.
Innoghe seo nàschiu
non isco si po ura o malasorte
innoghe in coro bivo
puru s'intendho fragu, fragu 'e morte
innoghe non b'hat nuddha
ammento petzi chelu chen'isteddhas
ammento chentu isparos
sos parentes mortos
et tandho como toccat a sos bostros
innoghe seo nàschiu
innoghe cherzo morrere
Innoghe cust'odiu
si c'andhat a bellu a bellu
innoghe mi torra
su fele de s'ammentu
innoghe una femmina pregat
a s'anima 'e su fizu
innoghe ki sa balentia agabbada
est unu disizu
innoghe faghet lughe su matessi
innoghe custu sole, sole 'e coro essi
t'ammoddhigat s'ammentu 'e custa zente
chi cambiat cust'anima balente
innoghe seo nàschiu
innoghe cherzo morrere
Innoghe no' est prus tempus
de abbarrare a sighire in sa jenna
criccamos custos fizos
et custa terra, terra manna
appo isu battor' moros
pranghinde cun sa gana 'e torrare
appo isu cust'amajura orminde
gai non si podet prus ischidare
innoghe seo nàschiu
innoghe cherzo morrere.
ITT'ORA E'
Funti is dexi e mesu e non ti fais biri
ci ses bessiu a mengianu a mesudì
Gineddu, o Gineddu
ti pregu non d'arropisi.
Ti segu is ossus poi cummenti ti biu
poi mi scaresciu chi rui ses fillu miu
Gineddu, o Gineddu
non arropisi su pippiu.
Itt'ora ei, itt'ora ei
ma ri pari s'ora custa de furriai
itt'ora ei, itt'ora ei
deu ti scallu poi ti bocciu poi deu
deu ti fazzu puru inghisciai
bruttu disgraziau chi non sesi attru.
O babbo Gino aspetta un pò per picchiarmi
prima di farlo almeno puoi ascoltarmi
ascurtaddu e ascurtaddu
ascurta su chi deppi nai.
Itt'ora ei, itt'ora ei
po una borta dai gi'du pozzu ascurtai
itt'ora ei, itt'ora ei
se stai fermo con le mani, con le mani
oggi o babbo ti devo parlare del mio domani
mi è successa una bella cosa.
Oggi a 14 anni ho fatto l'amore
è stato così intenso questo piacere
son stato lì così almeno sei ore
però adesso mi fa male il sedere
ti prego babbo dimmi che debbo fare
andrò anche in Marocco a farmi operare
così essendo donna posso allattare
su dai papà si forte non ti avvilire
per altro tempo avrei potuto mentire.
Ma itt'ora ei, itt'ora ei
custa è sa brigungia de domu mia
itt'ora ei, itt'ora ei
immoi passas sculettendi, sculetendi
e de su feli min'ci seu pappendi
is ciorbeddusu de su nervosu.
IVAN CATTAGNO
Io sono il figlio del tabaccaio
e ho un carattere assai gaio
quando cammino nella mia ruga
tutti me chiamano bella amiga
non sono macho lo so e vero
e non somiglio certo a Renato Zero
Io sono un tipo di dolce cuore
ma non penso ai muscoli ma all'amore
ed è per questo che tutti quanti
mi urlano sempre frasi piccanti
quando cammino nella mia ruga
tutti me chiamano bella amiga
amiga non sono per loro
perché me prendono in giro.
Tutti me chiamano "El caghinero!"
ma il mio vero nome e Ivan Cattagno
tutti me urlano "El caghinero!"
ma per gli amici sono solo Ivano
io canto e ballo solo in Sardegna
ho l'alito pesante come una fogna
quando sbadiglio perché un po di sonno
uccido tre balene e un tonno.
Ho la mutanda un po dentro al cuelo
la faccia liscia pelo e contropelo
all'apparenza non ho alcun difetto
cerco soltanto qualche maschietto
uso negli occhi un po di mascara
ma meglio mascara che mascarara
Io sono un tipo di poche parole
non me interessa la vita omosessuale
quando di notte vado in discoteca
mi piace stare in mezzo a mosca ceca
quando con papi nel tabacchino
e se i clienti sono bei ragazzi
sorrido faccio anche l’inchino
vorrei averli addosso tutti a mazzi
Tutti me chiamano "El caghinero!"
ma il mio vero nome e Ivan Cattagno
tutti me urlano "El caghinero!"
ma per gli amici sono solo Ivano
io canto e ballo in tutti i locali
non confondetemi con i transessuali
sono il più bello di tutto il mondo
con un alitata io ti faccio biondo
Tutti me chiamano "El caghinero!"
ma il mio vero nome e Ivan Cattagno
tutti me urlano "El caghinero!"
ma mi accarezzano con la mano
io canto e chiedo sempre tanto amore
so amare bene per ore e ore
ma quando amo e allora chiedo un bacio
il mio alito e formaggio marcio.
Besame, besame mucho,
besame macho, brutto magnaccio.
JURASSIK PORCU
Io mi chiamo Dino e sono nato a Gairo
sono un'esemplare puro di Dinosauro
dopo tanti anni son tornato in Sardegna
sono un personaggio che per voi s'impegna.
Vediamo dunque perchè piange questa terra
qui c'è un casino sembra tutta una guerra
han chiuso fabbriche, aziende e miniere
e i soldi se li ha presi tutti quel cassiere.
Se fosse per me
che parlo senza interesse
direi no alla droga
e anche no all'AIDS
se fosse per me
nè tangenti per gli appalti
farei diventare
tutti i sardi più alti
costruirei un'autostrada
da Parigi a Pattada
e un letto d'ospedale
per chi invece stà male
darei un lavoro
a tutti i disoccupati
farei lavorare
anche i cassaintegrati.
A noi non basta che ci curi i malanni
vogliamo far l'amore fino ai novant'anni
ne abbiamo già abbastanza dei Presidenti
e non abbiamo solo i rapimenti
aiaiah, aiaiah, aiaiah, aiaiah...
E Allora amici sardi alle nuove elezioni
vi prometto che aumentò anche le pensioni
quando nelle urne siete pronti a votare
io vi penserò' e comincerò a lavorare.
Se fosse per me
spingiamo tutti la Sardegna
attacchiamola all'Italia
all'Italia che ci regna
abolirei molte tasse
e anche il 740
e i soldi della gente
al sicuro nella banca
ai barboni e agli affamati
anche un pollo alla griva
farei un monumento
al mio amico Giggirriva
un futuro assicurato
a tutti i bravi bambini
e per i loro genitori
c'è Valeria Marini.
E adesso che ti abbiamo tutti votato
per prima cosa manda via la Nato
e adesso che coi nostri voti ti hanno eletto
comincia a fare tutto quello che hai detto
e adesso che sei diventato potente
facci ottenere senza esame la patente
aiaiah, aiaiah, aiaiah, aiaiah, ....
Ti hanno ucciso la speranza
ti hanno violentato il cuore
hanno spento la tua mente
anche se non hai fatto niente.
Per averlo amato invano
così mano nella mano
quante lacrime hai versato
per quell'uomo che hai amato.
Ma ora dimmi quante volte
quante tu ti sei pentita
quante volte lo hai pensato
poi di farla anche finita...
E adesso la stringi più forte
e vorresti non lasciarla più
non ti chiedi più se Dio esiste
hai quello sguardo troppo spento
e triste... e triste!
L'ultimo giorno dell'estate
l'ultimo battito di cuore
l'ultimo giorno dell'estate
l'ultimo attimo d'amore.
E quell'anima impaurita
così persa nella vita
quante volte ha già pagato
prima di essere già nato...
Ma negli occhi ha la tristezza
come un fulmine che avanza
odierà il mondo intero
perché il suo è un soffrire vero
E adesso tu piangi più forte
e da sola vai incontro alla sorte
tanto qui nessuno ti vuol bene
hai pianto troppo per le troppe...
pene... pene!
L'ultimo giorno dell'estate
l'ultimo battito di cuore
l'ultimo giorno dell'estate
l'ultimo attimo d'amore.
Seu Leonardo e seu nasciu e cresciu a Cabras
in Sardegna
sono un ragazzo che per il mare gia s’impegna
tengu una imbarcazioni cun su motori scallau
ma in sa ruga anzi in mari non m’ha mai lassau
e la mia pivella dice:
Leo attura attentu su mari è dannau
puru a babbu miu una dì de bentu min’dda’ pigau
ha lassau a mamma mia fiura e is ratas de pagai
cussa fini deu non da bollu propriu fai
Certas bortas chistionendi mi parisi una cugurra
mi beniri de ti sighiri e ti zaccai una surra
si babbu ru fia cottu, sa curpa non è sa mia
intrara in mari imbriagu cioccau de malvasia
Ti sesi sballiendi e mi sesi offendendi
babbu miu un eroi de bidda fia nomenau
fiara obrexenti, e Issu in mari fia pischendi
unu corpu e bentu è arruttu a mari e est’alluppau
Unu corpu è bentu
e puru a tui su mari tin’d’ara pigai
acci imparas a offendi e a essi prepotenti
e unu corpu e bentu
e puru a tui su mari tin’d’ara pigai
acci deu puru appa tenni is ratas de pagai
E non m’asa frigai…………………
Parlato: min’di circu un altru, banchiere oppure carabiniere, stipendiu sicuru, la bellezza non mi manca
basta che faccio l’occhiolino, guarda che titaniche che c’ho, salvarì o Leonardo di Cabras Che me ne cerco un altro piu’ ricco e piu dotato…
di soldi s’intende
MADRE
Madre con i tuoi pensieri
parlami del tuo ieri
oggi ti guardo negli occhi
come i tuoi sono pochi...
Dimmi un pò cosa hai!
Ma neanche tu lo sai!
L'unica cosa che vuoi,
sono i figli tuoi!
La vita non ti ha sorriso
quanti segni hai sul viso
anche un figlio perduto
e un'altro come venduto...
So che tu mi dirai,
di non soffrire mai
quello che penserai,
non me lo dirai!
Ecco le stelle del cielo
e una sei tu e non soffrirai più
quando non ci sei più
avrò la tua prudenza,
sentirò la presenza
ogni volta che il cielo
è più vero e sincero
sentirò la tua mano
così eterna e importante
e non è mai distante
madre che non tradisci
se stò male ti angosci,
io ti sono vicino
come quando bambino
mi sgridavi e piangevo
e forte ti abbracciavo.
Quella tua immagine antica
una foto ingiallita
sorridi con il tuo amore
immagine che ho nel cuore...
Con quello sguardo espressivo
che ti riempie il viso
immagine del passato,
il giorno che hai sposato.
Vento forte, nostalgia
l'amore tuo è andato via
non hai potuto fermarlo
però continui ad amarlo...
Quegli occhi lucidi e tristi
quante volte gli ho visti
quando parli del passato
mi sento emozionato.
Ma nei momenti peggiori
lui ti dava la mano
sognavi due cuori
trasportati lontano
dove c'è più colore,
dove c'è solo amore
quello che ci unisce
e ci rende altruisti
che ci fa superare
i momenti più tristi
che ti asciuga le lacrime
e tornare a sperare
che ti fa anche penare
per la preoccupazione
di non vedermi tornare
anche se manco da poco
per ripotermi abbracciare.
MALATO DI SESSO
Sono malato di sesso
e salgo sempre nel pulmann
mi metto dietro la gente
e faccio finta di niente.
Il sedere è una vera passione
richiama la mia attenzione
e se poi vedo qualche gonna corta
faccio la mano morta.
Sono malato di sesso
di giornali porno son pieno
è sempre stato un chiodo fisso
quello di essere osceno.
Mi piaccion le donne anziane
brutte, racchie, e anche nane
e quando prendo in mano il cannocchiale
tutto il resto non vale.
Ma quando poi nel pulmann sale il controllore
io dentro al cuore provo un gran dolore
la paura di essere beccato
e condannato come fossi un malato.
Si! Ma son malato di sesso.
Sono malato di sesso
ma guarda un pò che bella ragazza
e già da un pò che mi viene addosso
questa e' un po' pazza
e allora io la tocco sul petto
sognando le sue curve distese
ma dopo lei si gira di scatto
è un polizziotto in borghese.
E un tesserino in faccia lei mi sbatte
e dietro a lei un collega con le manette
e penso a questo mio triste destino
mentre le porte si aprono a Buoncammino.
Si! ma son malato di sesso
Sesso, sesso....
MARIEDDU
Ti bolemmu votai a su settimu seggiu
nonostanti de facci tui ses troppu leggiu
ma a tui kini t'ari inventau.
De lineamentus mi paris una macelleria
assimbillas de facci a una brenti scardia
ma a tui kini t'ha cuncordau.
Ma candu cantasa in piazza e sa genti ti biri
non d'accabbara mai de si ponni a arriri
poitta tui, tui dusus fais spassiai.
Candu ogn'a tanti n'di bessisi de igussu gusciu
po si fai arriri narasa ki ses brusciu
poi però, tui si fais squartarai
ses leggiu, Marie, Marie
candu mi castiasa, in basciu mi fais toccai
ses brusciu, Marie, Marie
castiasa a su pippiu e min'du faisi azzicai.
S'altra dì intrendi in sala parto
a una femmina incinta n'de calau un'infartu
poitta a tui in facci t'ha castiau.
Non kistioneus de candu andaus a piscai
ki puru is pruppus mannus mi fais azziccai
poi però arrisi e in barca bolinti arziai.
Candu in televisioni tui ri ses presentau
cussu presentatori è atturau paralizzau
poitta a biu, commenti fiasta cuncordau.
In unu circu su meri ti bolia scritturai
poitta is leoni malus boli fai spagheggiai
ma a tui Mario non ti poriri frigai
ses togu, Marie, Marie
a kini ti connosciri non ti poriri criticai
ses leggiu, Marie, Marie
castiasa a su pippiu e min'du faisi azzicai
ses leggiu, Marie, Marie
ma simpatia n'di tenis po arregalai
Marie, Marie, non ch'arrennexiu a ti frastimai...
NON E' UN GIOCO
Mauro di sera non sa cosa fare
vorrebbe una donna, una donna da amare
i suoi occhi di cera hanno visto la morte
nella sua natura una lacrima forte
e tu cammini avanti a questa vita
che da bambino è tutta una salita
Mauro ha nel cuore un sorriso smarrito
un pensiero importante più forte del vento
nel suo destino buio come la notte
aveva segnata già' la sua sorte
e tu cercavi una via d'uscita
per dar colore a questa triste vita
ti sei lasciato andare troppo presto
ciò che volevi non è certo questo.
Forse sei stato un pò sciocco
hai cominciato per gioco con gli amici tuoi
tutti i consigli sbagliati
tu gli hai sempre accettati e te ne pentirai
E poi davanti alla gente
tu non sei più niente questo perchè mai?
ti sei venduto la vita
ma non è già finita se ci crederai.
Mauro ha capito che questa illusione
non era di certo la sua amica migliore
quando lo vede non gli dice niente
si traveste da amica che da sempre gli mente
e quando non ci sei più con la testa
è lei la sola cosa che ti resta
Mauro voleva anche finire
cercare un lavoro un avvenire
rifarsi una vita del tutto normale
lascire al passato tutto il suo male
e tu che avevi in mente cose nuove
non certo di finire in overdose
non ci sarà per te mai più un domani
tu sei finito mani nelle mani.
Forse sei stato un pò sciocco
hai cominciato per gioco con gli amici tuoi
tutti i consigli sbagliati
tu gli hai sempre accettati e te ne pentirai
E poi davanti alla gente
tu non sei più niente, questo perchè mai?
ti sei venduto la vita
ma non è già finita se ci crederai.
NON TI SCIACQUAS MAI
Non ri sciacquas mai
fairi' disinfettai
no'ri fais acciappai
po ri sciacquai.
N'di calasa in cricca
tottu smanigau
sempri a pipa in bucca
tottu sballau
e in facci ziddicca
arrimara de tres mesis
puru s'orecchinu
e a fragh'e suror'e peis.
Sollevasa unu brazzu
e boccisi una gattu
poitta unu bagnu in vasca
tui non ri ses mai fattu
e in is brazzus tenis
scrittu mamma perdono
ma basta chi operis sa bucca
e faisi il buco nell'ozono.
No'ri sciacquas mai
fairi' disinfettai
no'ri fais acciappai
po ri sciacquai.
No'ri sciacquas mai
fairi' disinfettai
no'ri fais acciappai
po ri sciacquai.
Ti croccasa stancu
cun sa maglietta ollosa
candu t'indi pesas
non ri sciacquas quella cosa
andaus a mari
e pappaus pani e casu
tra unu bucconi e s'artru
is dirus in su nasu
ti scraffisi sa brenti
annantis de sa genti
mellusu a no'ri biri
o conch'e salvagenti
ti gonfiasa sa brenti
a form'e pibizziri
deu bandu a mi croccai
ki no'ri pozzu biri.
No'ri sciacquas mai
fairi' disinfettai
no'ri fais acciappai
po ri sciacquai...
E ri bolis diplomai
e ri bolis affermai
e ri bolis fidanzai
e tui bolis su dinai
e tui bolis pani e fai
e tui bolisi cantai
e tui bolisi a giogai
e tui bolisi cantai
ma bai a ri sciacquai
bai a ri scicquai.
Paris togu
inveci ses lofiu, ses lofiu o balossu!
T'appu connottu appalas de s'ortu
tui fiasta s'unicu a ri fai rispettai
a su meri prasciasta! A sa genti serbiasta!
E candu ballasta rui
fiasta togu! Su prus togu!
Dearerus togu! Po nosus!
E sorri mia de appalas e sa tenda
ti castiara e si innamorara.
Torrammu a dommu e mi domandara
e si squartarara si non d'arrispundemmu.
Paris togu
inveci ses lofiu, ses lofiu o balossu!
Poi torru a dommu t'agattu impegnau
ti sesi imprassendi cun sorri mia
ti domandu poitta, di mussias sa tita
m'asi deludiu!
Paris togu
inveci ses lofiu, ses lofiu o balossu!
E sorri mia n'di bessiri spullinca
che una martinica, brava!
narara chi issa boliri Mazinga
chi boliri Mazinga brava!
E sorri mia immoi esti incinta
d'as posta incinta, bravo!
Ma naras chi sa brenti e finta
sa brenti e finta bravo!
Paris togu
inveci ses loffiu, ses loffiu, o balossu!
PICCIOCCUS DE CROBI
Cambiausu is tempus
ma po mei mi pari ki non cambia nudda
su troppu progressu
prima o poi ti porta pani cun cipudda
nostalgia ci’n’de e gi deus a sciri
non arrennesceus prusu a si biri.
Anti frastimau sa cunpangia
e sa gana de atturai impari
picchettaras mannas in is criccas
ki partianta po andai a mari.
Arregordusu in biancu e nieddu
de candu su nonnu fia piccioccheddu
bellu e craru fiara puru su soli
e asutta is piccioccus de crobi.
Poberusu in canna
disigianta pani o basirus de mamma
migiasa stamparas
e po maglietta unu saccu de patatas
e is pippius de immoi funti prenus de vizius
ma non si connoscinti fra de issus
Candu po conosci su biscinu
bastara una tassa e binu
candu si certara in d’una festa
ma sa genti fiara onesta.
Gomma americanas e ciccas de terra
Fragh’è campusantu e aria de guerra
custu mundu non è cussu non bali
nosus aintru, piccioccus de crobi.
Giai paralizzaus de televisionis
azziccaus de conca cummenti ‘e arrizzonis
firmusu in sa mesa chene chistionai
tui dus leggisi in sa storia
is piccioccus ki non torranta mai.
PIBIZZIRI PRINGIU
Deu mi zerriu Antonietta sa zurpa
e asutta una cuppa ci tengu attaccara
poitta deu seu una femmina ardenti
e de s’omini mascu non mi seu stancara
su mariru d’appu giai spacciau
dì e notti du tengu attaccau
binti fillus prus trinta de abortus
prus unu de domu ci d’happu bogau.
Deu inveci seu Pinu s’amanti
e de circa tres annus da dongu a pappai
deu da fazzu cuntenta giai mera
ma igussa cuntenta no atturara mai
poitta è nascia callenti de asutta
sa banana de praxi de frutta
deu non fazzu rinuncia e cumbiru
e non fazzu sa fini e corruru e mariru.
Ai ta bellu ki e’
candu beniri apizzus de mei
candu poi issu m’aguantara strinta
m’intendu giai incinta e bollu zerriai!
Deu seu Gigi su fillu prus mannu
e mamma du sciri ki gi si ona de fai
s’artra borta teniara s’affannu
n’de begna in su lettu e s’è posta a toccai
m’ha nau citti e attura dormiu
ses sonnendi ma sesi ingrilliu
cun sa gana ki mamma s’agattara
gi no t’asa bolli arrifiutai!
Deu inveci seu Pina s’amiga
e pendu de origa, no è curpa de mei
seu coiara cun Piero s’amanti
ma tanti fra pagu du deppu mollai
poitta is omini mi fainti schivu
e poi tantu cun issu non bivu
tant’è berus ki s’amiga zurpa
immoi ogn’a tantu s’idda fairi cun mei.
Ai ta bellu ki e’
candu basara in bucca anche a me
candu poi issu m’aguantara strinta
m’intendu giai incinta e bollu zerriai!
Ai ta bellu ki e’
candu basara in bucca anche a me
candu poi issu m’aguantara strinta
m’intendu giai incinta e bollu zerriai!
Deu seu Sergio su meri e sa domu
e s’affittu su mesi non du oli pagai
candu passu a riscuoti sa zorfa
igussa zeracca non oberi mai
impegnara cun Piero s’amanti
cun Alfonso ki fai su cantanti
cun Lelleddu ki bendi cunillus
però immoi ogn’a tantu di nascinti fillus.
E poi c’esti Rolando s’autista
ki una borta a sa scira di ona dinai
e sa filla mischina ki è trista
ki a su babbu in domu non du biri mai
cun sa zurpa issu s’è sbeliau
ma non creu ki s’inde innamorau
nara sempri la donna mia è pura
s’affittu de domu lo paga in natura.
Ai ta bellu ki e’
candu beniri apizzus de mei
candu poi issu m’aguantara strinta
m’intendu giai incinta e bollu zerriai!
Ai ta bellu ki e’
candu beniri apizzus de mei
candu poi issu m’aguantara strinta
m’intendu giai incinta e bollu zerriai!
PISTILLONI
Bogarì ki si no ri streccu
tui gi du scisi ki deu seu maccu
commenti stoccara ti du deppu nai
ki prima o poi deu ri zaccu
Pistilloni t'appiccasa sempri in is murusu
sempri prontu a sconchiai
babbu ruu è unu curruru
e guidara a pagu a pagu
un'apiscedda
e sorri rua du frastimara
a dentis siddias
Pistilloni sempri castiendi
si sa mulleri mi seu apprappuddendi
esti grassa pesara centu kilusu
è struppiara e non teniri pilusu
agguantaridda strinta
ki deu non ri da pongu incinta
e gi mi boliasta acconciu
o garrubba
sa brenti pari unu guardaroba
po ci ghettai sa cosa e pappai
das portare in su ristoranti
e cià pappau puru su cantanti
de piano bar
e cià ghettau tres litrus de cannonau
poi si n'de pesara de sa carira e ara rutau
Pistilloni agguantaridda
e portaridda puru in bidda, o Pistilloni!
QUESTA SERA
Questa sera ti ho incontrato di nuovo
con quel tuo fare stupendo
e in quel momento mi son reso conto
che non è passato il tempo
per quelle notti che ti chiamavo invano
quelle che non ci dormivo
sentivo il tuo profumo andare lontano
ed io di te mi finivo
e ti chiedevo ancora, ancora...
Questa sera i tuoi occhi sinceri
li vedo un pò più felici
e hai navigato qualche storia al buio
per rivedere la luce
mi manca la tua età e la spensieratezza
dei nostri anni più belli
ma nel sorriso sei rimasta la stessa
bellissima mentre parli
mentre mi dici ancora, ancora, ancora...
Libera fantasia
non aver paura di niente
che non è una follia
innamorarsi ancora
e ritrovarsi a dire una preghiera.
Questa sera io ti ho fatto capire
che sarai sempre nel cuore
ormai lo sai mi sembra logico dire
che questo tempo è dolore
nella mia fantasia incrociavo i tuoi occhi
che mi scrutavano attenti
cercavano dei segni chiari e ritocchi
che mirano ai sentimenti
e che mi chiedono ancora, ancora...
Questa sera puoi uscire dal mondo
e smettere di penare
e non è il caso di toccare il fondo
per riscoprire l'amore...
Libera fantasia
non aver paura di niente
che non è una follia
innamorarsi ancora
e ritrovarsi come tanti anni fa.
Questa sera ho capito che in fondo
forse è qualcosa che ho dentro
come un tatuaggio così sempre presente
stampato un pò nel cuore, nella mente...
Libera, libera, libera...
S'ALZABANDIERA
Mulleri mia
la ki rui non ses morta
deu ri bollu callenti e buddia
cummenti fiasta una borta
naras ki seu unu dannu
candu mi beni s'affannu
e pò icussu min'du fais fai
una borta a s'annu.
E candu deu de notti ti circu
mi narasa de mi pigai unu piccu
e candu deu de notti mi accostu
mi narasa si seu scherzendi o seu guastu.
Oi tenis dolori e conca
e t'intendisi stanca
e deu non pozzu atturai
e ti domandu po praixeri.
Crasi su pippiu s'è scirendi
e du intendis prangendi
e deu non pozzu atturai
con cust'alzabandiera in conca.
S'alzabandiera mi praxi mera
s'alzabandiera non è scetti in primavera.
S'alzabandiera mi praxi mera
non seu sordau e non mi seu mai arruolau.
O su dottori
mulleri mia è troppu frira
deu da bollu accontentai ogna dì
e issa mai in sa vira
donghimi cussas goccias
fainti benni disigiu
bastara una borta a sa scira
puru si bessi leggiu.
E candu immoi de notti ti circu
mi narasa ki è troppu pitticcu
mi croccu stancu giai surruschiendi
e cun sa manu tui mi ses circhendi.
Oi stancu de traballai
tui non mi circhis mai
chi s'inunca ti zaccu
una craccara e pei a facci
crasi n'di rientru zaccau
cun su sguardu stressau
e tui cuntenta
mi circasa s'alzabandiera.
Oi de bandiera non cind'è mera
non cind'è prusu e deu m'intendu carrabusu
custa bandiera teni dolori
e dopu cena castia su televisori...
SA MODA
Si bollu kistionai di come veste la gente
ki si oliri atteggiai però non vale niente
sa moda gi esti bella ma ogna tanti ti struppia
a conca e caramella o a facci e ciuppa-ciuppa
Sono togo, sono figo, sono bello!
O gaggiu!
sono togo, sono figo, sono bello!
O concali!
c'è kini a orecchinus e kini a basettonis
c'è kini po essi nou si poni cagallonis
maglioni a strisce rosse, pantaloni alla zuava
si va tutti a far cozze nel mare della Scafa
c'è kini è allikiriu, c'è kini è profumau
oppure c'è Gavino che una vacca ari cuccau
mengianu bessu scurzu e mali pettonau
pappendi casu marzu ma tottu sbraghettau.
sono togo, sono figo, sono bello!
Conch'e babuccia
sono togo, sono figo, sono bello!
O gaggiu!
C'è kini po essi bella si poni siliconi
kini po si scerpai fai su palu a sa stazioni
Giginu allikiriu in prazza fai su gallu
poi operi sa bucca e teni fragu e allu
Fisietta leggia leggia, pari fatta a scarfeddu
su nasu mannu mannu, pari unu picioccheddu
Gineddu conca e corru s'è postu gelatina
a spesa de sa mamma, de sa mamma mischina.
sono togo, sono figo, sono bello!
O concali!
sono togo, sono figo, sono bello!
O loffiu!
C'è anche Gesuino il togo della cricca
che scherzo del destino veste come l'amica
mi metto i miei gambali, i calzoni di fustagno
vado a mi tuffare nel mare, nello stagno.
sono togo, sono figo, sono bello!
Bai e fairì siccai!
sono togo, sono figo, sono bello!
Ghettarì a mari!
C'è kini de orecchinus ne ha una ventina
però non anda mai a si kinai sa schina
c'è poi chi ha superato il tempo delle mele
e s'è già rassegnato, è sotto le ragnatele
si andausu de custu passu pò sciorai in bidda
is topisi in su nasu, in sa facci anguiddas
e poi c'è anche zio Pino cun su biddiu giganti
che sotto non c'ha niente, teniri s'amanti.
SALI SULL'ISOLA
Sali sull'isola
che corre e non torna
indietro nel mare
dove potrai
finalmente trovare
la tua vera immagine
la tua vecchia immagine
Corri, corri
non farla partire
e il tuo passato
potrai capire
Corri, corri
stà per andare
dolcemente
sulle onde del mare
Vola nei sogni passati già
nelle acque verdi della tua età
i tuoi ricordi risaliranno il tempo
come una nuvola in mezzo al vento
e sentirai la nostalgia
di quella tenera malinconia.
Se perdi il treno
dell'isola folle
che vola, che corre
dove potrai
finalmente trovare
i tuoi veri sogni
i tuoi veri sogni.
Lascia che vada
alla deriva
e con lei
tutti i tuoi ricordi.
Lasciala andare
sulle onde del mare
con le sue dolci
parole d'amore.
Abbraccia la vita vera
dimentica questa chimera
scegli la vita forte
e aprile tutte le porte.
Abbraccia la vita vera
dimentica questa chimera
vivi la vita forte
e abbandonati alla sua sorte.
SAPORE DI ASCELLE
Sapore di ascelle
che hai sulla pelle
con il tuo fiato corto
odori di cane morto
mentre esci dal mare
e ti vuoi sderrigare
io mi devo spostare
che mi fai vomitare.
Sapore di sudore
che hai nel tuo cuore
tutto il mare hai inquinato
col tuo odor putrefatto
e non hai silicone
però hai le merdone
vicino a te, vicino a te.
E pasano i topi
che ti stanno a guardare
ma fai schifo anche a loro
e son costretti a scappare
e poi vai a San Gavino
per poterti squagliare
ma anche alla fonderia
tu li fai azziccare.
Poi torni qui al mare
e fai tornar le zanzare
tu regina dei gaggi
in testa hai scarafaggi
la tua grande freschezza
è il tuo odor d'immondezza
i tuoi rumori interni
fanno correre i vermi.
E mentre ti bacio
tiri fuori una stecca
io penso sia un regalo
e invece uccidi una zecca
poi ti gratti anche sotto
e ti strappi la pelle
e diventa più forte
quel sapore di ascelle.
Poi ritorni vicino
e m'inquini il bambino
io ti dico amore
sento odor di sudore
e mentre ti guardo
tu sei sempre più bella
ma ciò che ti rovina
è il sapore di ascella.
SPESARI’ DE PRESSI
Poitta ti sesi scraffendi
ma itta tenisi sa rungia
ses mesu ora murighendi
e non tenisi brigungia
Appu scippiu chi ti faisi
ma non m’indi friga nudda
ti bolemmu attruppai
tottu a corpus de cibudda
M’arregordu de pitticcu
chi m’as partiu a corpusu de piccu
a pensai chi as attrippau su preri de sa cresia mia
e Antonello cussu a nas’e papperi de allumingiu malvasia
spesari de pressi
sinunca tui m’attaccas s’aidiessi
spesarì de mesu
chi sesi cuntagendimì de attesu
sesi giai fueddendi mali
ma non fezzas su concali
arrispundi a su ki nau
mancai t’agattinti siccau
barcollendimì in sa ruga
ma tui non ses carogna e quindi buga
buffas che un alcolizzau
ma de ki dasi imparau
deu ti d’appu nau de mera
ki d’accabbasa flippau
imboscau aintru ‘e un armadiu
unu furgoni e sgobbara una radiu
benis sempri in sa cricca mia
olis cuccai a sa pivella mia
deu m’incazzu e tidda zaccu una surra
de tinci fai pisciai
spesarì de pressi
sinunca tui m’attaccas s’aidiessi
bogandi su scraxiu
o tinci ghettu aintru ‘e unu muntronaxiu
ma ti biu dopu dexi annus in sa pagina de is mortus
a s’iniziu seu spantau
ma dopu nau ma tta m’indi portara
bollu scri de itta è mortu
d’anti agattau aintru de unu bottulu
non emmessi immagginau
però immoi seu giai pentiu
deu seu troppu impressionau
du connoscemnmu de pippiu
e asutta de su nomini
si ringrazia il reparto infettivi
scetti immoi comprendu ki esti un errori
a si ponni a criticai
candu biu sa mamma cun su dolori
non arrennesciu a da castiai
spesarì de pressi
e non chistìonis de s’aidiessi
spesarì de pressi
non esti a si fummai un’emmeessi.
SPULLINCA
O bella picciocchedda
ma gi ses belliscedda
dai vuoi cuccare con me
ma non ti chiedere perchè
domanda puru dinai
di tengu por'alluppai
basta che vieni con me
però prima fatti il bidè
poi ci prendiamo il caffè
mettiti spullinca.
Cun icussa borsetta
colore e fumu e lambretta
ses pighendi su friscu
ma non pagasa su fiscu
serra icussu finestrinu
e, e su bugginu
poi arriviamo nel posto
mi fai sapere il costo
sesi giai spullincara
oh! Ma non ses troppu cara.
Ses leggia! Ma tanto ormai sei spullinca!
Ses sola! E sesi a fragu e cassola!
Caddozza! E sesi a fragu de cozza!
Malaria! Ma tanto ormai sei spullinca.
Spiegami custa storia
o brutta facci e cicoria
itta malaria tenisi
ki tinci pappinti is breminisi
poitta prima non d'as nau
ki eus cuccau
itta malaria tenisi
ora sei spullinca.
Ses leggia! Ma tanto ormai sei spullinca!
Sei sola! E sesi a fragu e cassola!
Caddozza! Ma tanto ormai sei spullinca!
Quanto? Ma tui ses macca sesi!
STANCU
E de candu deu seu nasciu
chi a mei babbu mi nara de traballai
no ha cumprendiu chi seu stancu
e chi mi ollu sgraffi o meglio arripposai
mamma mia chi de ammengianu
zerria mera aressi po mindi scirai
non cumprendi chi fendi aicci
arrennescinti a mi fai incazzai
Seu stancu e lassamì stai
aintru e su lettu po prexeri
lassamì stai
seu nasciu liberu e non tengu meri
e lassamì stai
e non svegliarmi la mattina
lassamì stai
chi non seu fattu po incruai sa schina
De traballu non di circu
ma itta pugnorara e piccu mi olis nai
ses de candu seu coiau
chi in sa fira non ti sesi mai firmau
sa mulleri si dda ciccu
non mi deppiri is pattatasa segai
deu croccau in domu e issa
sindi pesara po andai a traballai
Seu stancu e lassamì stai
chi su lettu miu e callenti
lassamì stai
chi mi beniri dolori e brenti
lassamì stai
e portamì una camomilla
e se c'hai soldi
lassami anche un po di pilla
Non mindi scirai
chistiona appagu a bassa voce
po mindi pesai
e questo letto e la mia croce
lassamì stai
chi tengu un dolori e arrigus